Yamamoto minaccia Senna?

Sakon Yamamoto - Fotografia Mirco Lazzari

Guardando la classifica della prima sessione di prove libere, è interessante notare che all’ultimo posto c’è un nome nuovo. Anzi non proprio… Si tratta, infatti, di un pilota di ritorno… E’ il giapponese Sakon Yamamoto, che si era già visto (non troppo) in passato al volante della Super Aguri. Ha sostituito occasionalmente, stamane, Bruno Senna al volante della HRT. Una sostituzione forse non del tutto banale e senza secondi fini, quando si sa che la squadra spagnola non è molto contenta del rendimento del brasiliano. Intendiamoci, non che Yamamoto sia un fulmine di guerra, anzi… il giapponese è probabilmente meno veloce di Senna, considerando che ha incassato 1”3 di distacco dal compagno di squadra di un giorno, Chandock, nonostante i problemi all’acceleratore che hanno rallentato l’indiano. E’, poi, sicuramente molto meno veloce del collaudatore della squadra, Christian Klien che aveva provato allo stesso modo in occasione del GP di Spagna. Non c’è, però, ombra di dubbio che Yamamoto, o meglio sua mamma (che possiede cliniche ed ospedali privati in Giappone) hanno altro tipo di talenti: ovvero una potenziale dote che potrebbe superare quella portata dagli sponsor di Senna ed interessare, quindi, la HRT. Con un problema di base, però : il nome Senna piace e la famiglia del brasiliano gode ancora di molte amicizie, spesso influenti, talvolta determinanti. Nell’anno del rientro del vero Schumacher, poter annoverare anche il riapparire del nome del mitico e rimpianto Ayrton, sicuramente non dispiace a Bernie Ecclestone. E Mister E, come noto, avrebbe appena garantito il suo appoggio alla HRT per farla sopravvivere. Sta, allora, al giovane Bruno, mostrare di poter crescere alla svelta. In fondo, non bisogna scordare che questo ragazzo, che si porta addosso non solo i benefici, ma anche il fardello di un tale cognome, ha in vita sua cominciato a correre molto tardi rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi ed ha un’esperienza limitata. Un paio d’anni fa, proprio in Turchia, si dovette ritirare nella gara della GP2 dopo aver pericolosamente urtato un cane randagio ed errante lungo la pista. Sta a lui, ora, non mollare l’osso…

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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