Da Berlusconi e Mou a Domenicali ed Alonso

Un colore, un cavallino, un mito che suscitano passioni smisurate- Fotografia MIRCO LAZZARI

La Ferrari s’è bloccata. Il numero 8 per i cinesi è la cifra della fortuna assoluta. Per molti altri popoli, soprattutto i rumeni, l’otto e tutti i suoi ‘derivati’ costituiscono invece un segno di sventura. Di certo alla Ferrari il GP numero 800 non ha portato bene e già si diffonde una sensazione di tregenda. La Rossa non va, rien ne va plus!

Ci vorrebbe, come sempre, un po’ di calma e sangue freddo, ma è veramente possibile sperarlo? Difficilmente…

La Ferrari è come la Nazionale. Nel mondo è un marchio di prestigio incommensurabile che da lustro al nostro paese ed è anche una vera bandiera dietro cui tutti i nostri concittadini emigrati (ne faccio parte) si riuniscono. In Italia è anche… un argomento da bar e non solo dello Sport. La si esalta o la si critica, a seconda dei risultati, ma in ogni caso senza moderazione. Milioni di tifosi si sentono, in cuor loro, altrettanti Marcello Lippi o Stefano Domenicali, pronti a gonfiare il petto all’indomani di un successo, come se il merito fosse tutto loro, od a criticare le scelte del CT o del DS, sinceramente ed ingenuamente convinti che loro avrebbero saputo far meglio nello scegliere la formazione, nell’ingaggiare i progettisti e via discorrendo. Fa, evidentemente, parte del DNA di noi italiani. Come stupirsene, del resto, quando nei giorni scorsi abbiamo letto che persino il premier Berlusconi se n’è uscito pubblicamente con la sua ‘sparata’ da bar : “…con me allenatore, il Milan avrebbe vinto il titolo con 5 o 6 punti di vantaggio!”. Scusate, ma dubitiamo che Mourinho sia scappato temendolo ed anche che, per ripicca, al più misurato Leonardo venga in mente di dichiarare :  “…con me Premier, l’Italia sarebbe la prima potenza mondiale!”.

Sul fronte rosso, l’inizio del mondiale aveva visto esplodere un clima d’euforia. A Maranello era arrivato Fernando Alonso, che aveva pure vinto il primo GP. Secondo molti, in quei giorni, conquistare il titolo mondiale sarebbe allora stata una formalità. Ebbene in F1 le cose non vanno esattamente così. Non c’è nulla di garantito, né di mai completamente acquisito perché tutto è in costante evoluzione, al passo con lo sviluppo tecnico. Contrariamente al calcio, dove il rapporto è esattamente all’opposto, in questo sport l’uomo conta, eccome, ma la tecnica domina. Insomma, anche Alonso non vincerebbe mai il mondiale e neppure un GP al volante di una HRT, così come neppure Mourinho vincerebbe la Champions League –e neanche la Coppa Italia- con la squadra dell’oratorio.

La tecnica, però, evolve, si adatta. Rapidamente. Pur essendo molto competitiva fin dall’inizio della stagione, la McLaren ha mostrato in Turchia come abbia ulteriormente recuperato terreno nei confronti della pur stratosferica Red Bull Racing.

La tecnica si sposa, poi, più o meno bene a seconda dei campi di gara, ovvero le piste. A Monaco Alonso volava e se non fosse per la sua svista del sabato mattina sarebbe molto probabilmente salito sul podio. Ma Montecarlo non ha nulla a che vedere con l’Istanbul Park, così come l’otto volante turco ha ben poco in comune col circuito Scalextric che si snoda tra i muri di Montreal.

In Canada, dove le doti d’accelerazione e frenata prevalgono sulle capacità di generare carico aerodinamico, m’aspetto una Ferrari molto in palla ed un Alonso desideroso di rifarsi. Forse sono solo un incorreggibile ottimista e mi sbaglio, ma ne sarei stupito. A Montréal, dove –come a Monaco- si corre ai piedi di un Casinò, ritroveremo ovviamente gli ‘habitué’ di sempre, ovvero le Red Bull Racing e le McLaren. Le Mercedes saranno, però, più vicine ma, soprattutto, credo che a sorprendere (chi si è già lasciato abbattere dalla scoramento del week end turco…) sarà la Ferrari. Attenzione, poi, a Robert Kubica, che più le barriere son vicine, più si esalta. Scommettiamo?

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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4 risposte a Da Berlusconi e Mou a Domenicali ed Alonso

  1. Enzo ha detto:

    E’ un piacere ritrovarla…dopo averla persa di vista dagli anni di autosprint!!!!

    A presto

    Enzo

  2. Buongiorno Paolo, in Turchia le Ferrari erano date per favorite, lo stesso si è detto anche per il prossimo gran premio del Canada. In Turchia sappiamo tutti come sia andata e non è detto che anche a Montreal le cose possano andare in maniera diversa. Oppure dobbiamo aspettarci che tra i quattro litiganti (Vettel e Webber da una parte Hamilton e Button dall’altra) il quinto (Alonso) goda? Sinceramente sono rimasto di stucco nel vedere la McLaren nuovamente la davanti a tutti con le Red Bull e le Ferrari a lottare per le ultime posizioni della zona punti. Alonso ha commesso diversi errori in questa prima parte di stagione ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Massa “soffre” nel confronto con il compagno di squadra ma è la squadra a risentire dell’inferiorità tecnica con la concorrenza. Nessuno di noi ha la sfera magica ma se la situazione dovesse persistere sarà un mondiale a senso unico con il team di Maranello pronto a cogliere eventuali ritiri d’oro (vedi Gp Bahrein) dei più diretti avversari. A proposito, sono sempre stato ferrarista e continuerò ad esserlo ma bisogna anche essere un pò obbiettivi. Un cordiale saluto da Antonio Mizzanu – Cagliari

    • Paolo Bombara ha detto:

      Io non sono mai stato ferrarista. Nel senso che, da giornalista, cerco d’essere sentimentalmente imparziale.
      Certamente la Ferrari è inferiore alla RBR e, complessivamente, anche alla McLaren. Ma su certe piste potrà dire la sua. Scommetto per il Canada ed anche per l’Ungheria, sulle altre vedremo anche in funzione degli sviluppi tecnici. La McLaren che recupera non è una sorpresa, la grande capacità di riprendersi fa parte della sua storia e del suo DNA.
      Alonso? Ha sbagliato più del previsto è vero… ma sono gli errori di chi spinge sempre al massimo per non accontentarsi mai. Le stesse qualità che, al momento opportuno, possono offrire successi insperati.
      Obbiettivi? Bisogna cercare d’esserlo, ma non bisogna mai disperare…

  3. Antonio Mizzanu ha detto:

    Buonasera Paolo, rileggevo il mio post e la sua acuta analisi e non posso fare altro che confermare quanto da Lei asserito in merito al pilota Alonso…”sono gli errori di chi spinge sempre al massimo per non accontentarsi mai. Le stesse qualità che, al momento opportuno, possono offrire successi insperati”. Mai espressione più azzeccata per descrivere questo campionato. Sono passati diversi mesi e questo mondiale di F1 quanto mai avvincente come da un quarto di secolo a questa parte è oramai arrivato all’epilogo finale con un poker d’assi ancora in corsa per l’iride: Alonso, Webber, Vettel e Hamilton. Diciamo che di errori ne hanno combinato un pò tutti e quattro quest’anno, chi più chi meno, speriamo solo in un finale mozzafiato e, soprattutto, “corretto” senza sgambetti alla prima curva. Un cordiale saluto, Antonio Mizzanu gruppo amicidellecorse

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