Incidente di Webber. No, non è stato l’F-duct

Mark Webber non ha perso il sorriso - Fotografia MIRCO LAZZARI

Quasi quasi mi vien da esclamare “peccato!”. Una parte di me avrebbe, infatti, gradito poter mettere all’indice una soluzione tecnica per molti versi geniale -sul puro piano ingegneristico- ma che considero fondamentalmente illegale ed anche sornionamente pericolosa : l’F-duct, gadget alla moda lanciato dalla McLaren.

Non fraintendetemi. Non ce l’ho con la McLaren, che ha fatto il suo lavoro con ingegno e che è, d’altronde, una delle squadre che più ammiro e più mi stanno simpatiche. Sì, proprio così… simpatiche. Le mie perplessità derivano solo dall’F-duct in quanto tale.

Lo spaventoso incidente, per certi versi sorprendente e per altri banale, tra Webber e Kovalainen poteva far sorgere il dubbio che proprio l’adozione dell’F-duct, che la RBR utilizzava per la prima volta in gara a Valencia, fosse in parte responsabile dell’accaduto. L’incidente è avvenuto in uno dei tratti più veloci del circuito (al momento dell’impatto Webber viaggiava a 305,6 km/h) e l’australiano che era da poco ripartito dai box e stava prendendo la scia della Lotus avrebbe lecitamente potuto approfittare di tale sistema aerodinamico per guadaganre qualche km/h e superare più facilmente la Lotus. Col rischio, però, di distrarsi e ritrovarsi magari con una mano sola sul volante, e quindi in difficoltà per correggere la traiettoria, al momento dell’incomprensione.

Avrebbe potuto essere, ma non è. Evidentemente Webber non ha ritenuto d’averne bisogno in quel frangente.  Oppure, come sostiene  l’amico e collega Giorgio Piola -l’occhio tecnico della F1- sulla RB6 il sistema F-duct è azionato non dalla mano sinistra bensì dal ginocchio del pilota? Non è quello che conta però nel caso specifico. Contano, infatti, le mani e di certo, le immagini della telecamera di bordo -che ho soppesato fotogramma per fotogramma- non lasciano spazio a dubbi e mostrano molto chiaramente che Webber le aveva sempre tutte e due sul volante (anche negli istanti precedenti l’urto, in fase d’avvicinamento) e lo si vede anche provare a correggere, inutilmente, con esse la sua traiettoria per cercare di scartare la Lotus. Non è stato l’F-duct a tradirlo, quindi, ma resta che… avrebbe potuto accadere anche con altre monoposto e che tale sistema è sì efficace ma anche pericoloso. Ha fatto bene la FIA a vietarlo, ma solo dal 2011.

Cos’è stato, allora, a provocare l’incomprensione tra Webber e Kovalainen? Lo spiega lo stesso Mark, che rende anche omaggio alla sua vettura : “Ero molto più veloce di Heikki quando, molto prima del punto di frenata, ovvero con circa 80 metri d’anticipo, lui ha frenato, sorprendendomi. A quel punto gli sono andato addosso ritrovandomi passeggero della mia macchina che, grazie a Dio, si è dimostrata molto sicura. Era il telaio con cui avevo vinto a Monaco ed a Barcellona e con cui avevo conquistato molte pole position. E’, quindi, una macchina nata bene per me, che mi è stata amica anche oggi, visto che mi ha salvato e che non ho riportato ferite”.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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