Safety Car : polemiche giustificate, ma… bisogna semplificare

Il Presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Furioso - Fotografia MIRCO LAZZARI

24 ore di baraonda, di rimostranze, di sbigottimento, di sanzioni in ritardo o non paritetiche al danno…

Le polemiche per la gestione della fase di neutralizzazione con Safety Car ed annessi e connessi (non sto qui a rifare la storia di quant’è accaduto a Valencia durante il GP d’Europa) non finiscono più. Il che è sostanzialmente normale visto che la Ferrari ed i suoi due piloti, con una particolare veemenza verbale di Alonso, non hanno certo nascosto d’essersi sentiti defraudati di un risultato che poteva esser tutt’altro rispetto a quello conseguito. Oggi, è sceso in campo persino il Presidente Montezemolo che inviando messaggi neanche tanto trasversali al suo “ex” dipendente Jean Todt, oggi Presidente della FIA, ha chiesto sostanzialmente “Giustizia”. Sinceramente, al di là dello sfogo di rabbia –giustificata- da parte della Ferrari, non vedo cosa potrebbe fare ora la FIA per ridare il terzo posto ad Alonso. Al massimo potrebbe penalizzare più duramente (escludere) Hamilton. Ma sarebbe ‘giustizia’ ? Visto il contesto, non ne sono del tutto certo.

Il caso è complesso e, credo, abbia soprattutto evidenziato un’ulteriore complicazione di un regolamento F1 troppo spesso cavilloso ed interpretabile, più o meno in buona fede. Sarà mai possibile che l’articolo 40 del regolamento sportivo, che fissa le norme relative alla Safety Car contempli 14 paragrafi?

Ora, vengono chiesti chiarimenti della norma. Cosicché, ne sono certo, tra poche settimane questo articolo annovererà come minimo un paragrafo in più. Con questo sistema “ministeriale”, non stupiamoci poi se troppo spesso si verificano diverse interpretazioni, polemiche, contestazioni, ritardi nello stilare classifiche ufficiali… e se tutto ciò rischia di nuocere, come ha giustamente affermato il Presidente Montezemolo, alla credibilità della F1.

A mio modesto parere, varrebbe forse la pena, traedo spunto da quest’ennesima disputa, d’approfittarne per prendere un po’ di distanza, una volta placate le polemiche, ed analizzare a freddo e con distacco la situazione.

Bisogna semplificare le regole e la loro applicazione. A tutto vantaggio anche della lettura delle gare da parte dei non addetti ai lavori.

Sullo specifico fronte della Safety Car, c’era già stata una polemica, non più tardi di tre gare or sono, a Monaco, per il famoso diritto o meno al sorpasso all’ultimo giro, reso ‘interpretabile’ dalla famosa introduzione nella normativa delle linee d’ingresso ed uscita della Safety Car, che creano a mio parere più confusione che altro.

Perché, allora, non ripristinare il veto di superare -una volta uscita di scena la SC- fino a quando le vetture non sono transitate sulla linea di partenza? Concetto chiaro e senza possibili ambiguità.

Allo stesso modo, per evitare i problemi di domenica a Valencia e per scongiurare, in assoluto, il rischio che l’andamento ‘normale’ di una gara venga stravolto da una neutralizzazione, perché non ripristinare, coma avveniva un paio di stagioni or sono, la chiusura della corsia box durante tali fasi? Questo ‘divieto d’ingresso’ era stato tolto per evitare, com’era successo in un paio di casi, che un pilota fosse penalizzato perché costretto a rientrare per non restare a secco. Ma col veto dei rifornimenti oramai questo rischio non sussiste più e in regime di SC ben difficilmente la necessità di sostituire gli pneumatici potrebbe essere così pressante. Salvo condizioni di pioggia improvvisa che potrebbe costituire la sola (e facilmente gestibile e comprensibile) eccezione per motivi di sicurezza.

Se invece qualcuno preferisce mantenere la possibilità del rientro precipitoso di tutti i concorrenti ai box, proprio perché può stravolgere ‘artificalmente’ una gara troppo delineata e ridare interesse… allora non lamentiamoci quando ci scappa la fregatura, come per la Ferrari a Valencia.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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