Hamilton e Vettel verso Silverstone

Ci siamo, arriva Silverstone… Quello di Gran Bretagna non è mai un Gran Premio come un altro. Il calendario della F1 è fatto di quasi venti appuntamenti, ormai, ma per quanto Bernie Ecclestone lo estenda e lo diffonda non tutte le gare hanno lo stesso prestigio, fascino od attrattiva. Ci sono corse mitiche ed uniche per la loro storia, per il loro tracciato e le difficoltà in esso racchiuse, come Spa-Francorchamps e Suzuka ed in minor misura Interlagos. C’è una gara atipica e altrettanto difficile e selettiva, eccezionalmente prestigiosa anche per la mondanità del sito : Monaco. Ci sono, poi, altre due gare che si contraddistinguono anche per il piacere d’esser sul posto, come Melbourne o Montréal, ed una perché è stata –e lo resterà per sempre-la prima gara notturna della storia : Singapore.
A mio avviso, però, al di sopra di tutte queste ‘eccezioni’ ci sono due appuntamenti al di sopra del lotto, due veri casi a parte : Silverstone e Monza. Perché sono le due sedi naturali della F1, i due Gran Premi di casa per uno sport che, sostanzialmente, è una questione tra inglesi ed italiani (non ce ne vogliano gli amici tedeschi che non possono però vantare una presenza altrettanto costante).

La storia della F1 vede il mondo delle scuderie britanniche da una parte, la Ferrari (ed ai tempi d’oro anche Alfa Romeo e Maserati) dall’altra. In questo contesto, Silverstone e Monza sono, allora, le contrafforti di ciascun blocco. In altre parole su questi due circuiti (mutati nel tempo, ma che –contrariamente al Nürburgring, ad esempio- hanno conservato la loro anima originale) si vive il mito, si respira la storia. Nel caso di Silverstone, poi, ogni volta che la F1 vi ritorna non può dimenticare che tutto iniziò proprio su questo tracciato, realizzato su una vecchia base della RAF, dove il 13 maggio 1950 si disputò il primo Gran Premio del Campionato del mondo di F1, che aveva un doppio titolo “Gran Premio di Gran Bretagna e d’Europa”. Scherzi del destino, vinse… un italiano, Giuseppe Farina, al volante di un’italiana, Alfa Romeo. Silverstone è una patria del nostro sport ed il suo pubblico è in genere un esempio di passione, sportività e competenza. Il tifo andrà prevalentemente ai due piloti della McLaren, ultimi due campioni del mondo in ordine di tempo ed entrambi inglesi, Lewis Hamilton (CDM 2008) e Jenson Button (CDM 2009) ma non mancheranno ‘supporters’ anche per i paladini della RBR, Webber e Vettel, o quelli della Ferrari, Alonso e Massa, e un po’ tutti gli altri. Anche perché spesso, qui, in tribuna si scovano membri delle vicine squadre inglesi, che ovviamente tifano per i loro piloti.
Arrivando a Silverstone spesso si deve dimenticare il caldo afoso che avvolge l’Italia per magari dover indossare un maglioncino che a noi latini appare decisamente fuori stagione, ma si viene comunque avvolti da un’atmosfera per altri versi molto calda.
Ecco come la pensano a proposito di Silverstone e come si preparano ad una settimana non come tutte le altre, Lewis Hamilton e Sebastian Vettel

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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