Si chiama KIC, è il circuito della Corea ed è quasi pronto…

Nel mio post dello scorso 28 maggio dal titolo evocatore “Il GP di Corea non teme i venti di guerra. Forse…” spiegavo come la situazione politica dell’area in questione e le sempre più forti tensioni tra le due Coree non fossero particolarmente incoraggianti, ma anche come questo non avrebbe sicuramente frenato lo sbarco della F1 nella provincia meridionale di Jeollanam-do (la più grande città nelle vicinanze è quella di Kwangju, ovvero la quarta più grande della Corea del sud, che dista quasi 5 ore di viaggio in auto da Seoul) dove si sta costruendo il Korea International Circuit destinato ad ospitare il prossimo 24 ottobre il primo GP della Corea del sud. Ovviamente tutto sta procedendo proprio come avevo immaginato : cioé nessuno prende in reale conto la prospettiva di un eventuale attentato (o peggio) e la sola preoccupazione generale è se i lavori per la realizzazione del circuito e delle strutture accessorie (alberghiere, stradali, eccetera…) saranno o meno terminate in tempo. E’ così, con grande sollievo, che tutti noi della stampa internazionale accreditata FIA abbiamo ricevuto oggi via email, dagli organizzatori coreani della Kavo (Korean Auto Valley Operation) una bella cartella che ci aggiorna sullo stato d’avanzamento dei lavori della pista, che dovrebbe essere completata entro agosto e di cui allego le immagini. Dalle prime righe del comunicato si capisce il perché di fondo di questo progetto ambizioso, ricco e fortemente spalleggiato dal governo locale : “Il Korea International Circuit –cita il comunicato- sorge nel distretto di Sampo, centro del turismo, svago e sviluppo della costa sud occidentale. Si tratta di una splendida località turistica per via della sua prossimità col pittoresco lago di Yeongam, vicina anche al Mar Giallo, le cui rive distano appena 4,3 km. Poiché la città è destinata a sviluppardsi attorno al circuito (un gentile eufemismo per dire che per ora non esiste un granché… Ndr) quest’area è destinata a crescere per diventare mondialmente famosa e rivaleggiare con Montecarlo, sede del GP di Monaco, o Valencia, in Spagna, sede di un circuito cittadino…”. E vai con la propaganda. Sul piano squisitamente architettonico, così come le tribune del circuito di Sepang in Malesia sono coperte da strutture che simboleggiano i fior di loto, e così come il disegno della pista di Shanghai stilizza l’ideogramma del nome della città, anche il KIC ha dato importanza ai simboli. Il tetto della tribuna principale ricorda quelli degli ‘hanoks’ (tradizionali abitazioni coreane) ed il suo disegno incorpora anche otto pilastri in forma di torce, che simboleggiavano la comunicazione nell’antica Corea, ma che vogliono evocare anche gli 8 cilindri di un motore di F1. Il KIC avrà una capacità di 130.000 spettatori, di cui 16.000 con posti a sedere. La sua lunghezza totale sarà di 5,615 km, di cui una parte non permanente ed una, permanente, lunga 3,045 km. Il rettilineo principale, lungo 1,2 km sarà il più lungo del mondiale F1 e dovrebbe consentire alle vetture di raggiungere velocità dell’ordine di 320 km/h. Ma soprattutto, il circuito –che annovererà 19 curve- girerà in senso anti-orario, così come, oggi, accade solo ad Interlagos, Istanbul, Singapore, Abu Dhabi ed in una certa misura a Valencia.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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