Un GP di Gran Bretagna talmente ‘caldo’ che… brucia l’albergo

Ecco l'albergo di Silverstone che è andato distrutto nell'incendio divampato lunedì notte

Non era mai successo, ma c’è sempre la prima volta e, come logico, suscita qualche inquietudine e perplessità, ma nessuna paura esagerata. Siamo nella vecchia Inghilterra, che diamine!

Di che parlo? Del fatto che nella notte tra lunedì e martedì, a pochi giorni dal Gran Premio di Gran Bretagna, l’hotel Premier Inn di Silverstone è andato totalmente distrutto dalle fiamme. Si tratta di uno degli alberghi più vicini al circuito inglese, visto che sorge a due passi dall’impianto (sulla A43 tra Silverstone e Syresham, nella frazione di Brackley Hatch), nonché tra i più apprezzati grazie anche alla caratteristica d’essere addossato al popolarissimo pub Green Man.

Firefighters, i pompieri britannici, in piena azione

L’incendio, molto violento, ha richiesto l’intervento di una cinquantina di pompieri che hanno lottato a lungo per domare le fiamme. Per fortuna, grazie anche al fatto che le decine di tifosi ed anche molti addetti ai lavori attesi per il Gran Premio non erano ancora arrivati, non ci sono state vittime. Con l’albergo colmo, come avrebbe dovuto essere nei prossimi giorni, l’incendio avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, invece i danni umani sono minimi visto che soltanto una donna è stata ricoverata in ospedale, ma in condizioni non gravi ed è già stata dichiarata fuori pericolo di vita. Per la popolazione locale, l’aspetto più preoccupante della vicenda  è che, a quanto è emerso dalle prime indagini, l’incendio sarebbe doloso. La Polizia ha proceduto all’arresto di due sospetti, di sesso maschile, ma non si conoscono, per ora, ulteriori dettagli né sulle loro generalità né sulle eventuali motivazioni del loro gesto criminale. Ammesso che sia loro, visto che deve ancora essere ufficialmente appurata la loro eventuale colpevolezza…

La Polizia comunque ritiene che si sia trattato d’un gesto isolato. “…Non ci sono stati altri incendi simili nella zona e non c’è motivo di pensare che esista un legame tra questo incendio ed il Gran Premio di Gran Bretagna” ha dichiarato alla stampa britannica Andy Glenn, capo ispettore del dipartimento investigativo criminale (CID : criminal investigation department) dell’area occidentale del Northamptonshire. Ora, la maggior complicazione sarà quella di riuscire a rialloggiare nei prossimi giorni tutti coloro che avrebbero dovuto soggiornare nell’albergo e che già si gustavano l’idea di poter arrivare in circuito a piedi… o quasi.

Non sarà di certo questo episodio a turbare l’inamovibile calma britannica. Quel popolo è di una compostezza spesso agli antipodi rispetto alla nostra naturale agitazione. Ricordo ancora con enorme ammirazione il comportamento degli inglesi il 7 luglio 2005. Era un giovedì ed il mio viaggio verso Silverstone si trasformò in un calvario: prima a causa di un improvviso sciopero del personale aereoportuale in Italia che m’impedì di decollare come previsto da Caselle (Torino) costringendomi a recarmi in treno a Nizza in Francia per imbarcare, poi, su un aereo alla volta di Londra. Ma anche a Nizza ci furono ritardi, di ben altra natura : nel frattempo, infatti, Londra era stata “attaccata” quella mattina da quattro attentati terroristici a vari mezzi dei trasporti pubblici, che fecero 56 vittime e oltre 700 feriti. La guerra era scesa in piazza provocando un certo inevitabile caos, che mi sembrò (già immediatamente, a caldo, ed ancor più riflettendoci a posteriori, a freddo) minimo rispetto all’accaduto.

Giovedì 7 luglio 2005 : Londra è devastata da quattro attentati, ma la popolazione non cede al panico, agevolando -in primo luogo- i soccorsi... e contrastando nel modo più efficace il terrorismo

Tanto in aeroporto, quanto in città e pure in circuito, i tanti inglesi che ho avuto modo d’incontrare e con cui ebbi modo di discutere quel giorno,  mi lasciarono di stucco per la fiera compostezza dimostrata da tutti e la chiara fermezza nelle loro idee e propositi. Ad esempio, nessuno dei miei colleghi detti della Fleet Street (dove hanno storicamente sede i principali quotidiani londinesi) concepiva minimamente l’idea di rinunciare a recarsi al lavoro in metropolitana nei giorni a venire. Per loro sarebbe equivalso a rinunciare alla libertà di scegliere il mezzo di trasporto più comodo e quindi a darla vinta ai terroristi di Al Quaeda cedendo al terrore. La loro risposta al terrorismo fu semplicemente quella rifiutare il terrore e non fu una scelta politica, più o meno ipocrita, dettata dalle istituzioni, bensì una reazione sincera, spontanea e popolare a fatti che, altrove avrebbero potuto generare scene d’isteria collettiva. Capirete, quindi, che le fiamme di un incendio in un albergo… sono bazzecole.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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