C’era una volta in America

Una bandiera, quanti sogni - Fotografia Paolo Bombara

Eravamo rimasti alla US F1 Team… La sua storia è andata avanti tutto lo scorso anno, facendo versare inutilmente fiumi d’inchiostro a tutti i giornali del mondo, per decantare l’interesse, la bellezza, l’unicità ed anche la necessità assoluta per la F1 di avere una squadra statunitense, una scuderia a stelle e strisce in grado di conferire una dimensione ancor più planetaria a questo sport fatto sostanzialmente da squadre inglesi ed italiane per cui corrono atleti d’ogni provenienza o quasi. Il fatto è che la US F1 team ha anche fatto sprecare un sacco di soldi ai suoi primi –e probabilmente un po’ incauti- sponsor, nonché un sacco di tempo e d’energie alla FIA ed alla FOM. Risultato: un’iscrizione al mondiale 2010 cancellata al momento di presentare le carte d’imbarco per decollare per il Bahrain dove si è disputata la prima gara, ed una inevitabile successiva messa al bando –praticamente vita natural durante- da parte della FIA. Logico, perché la dicitura United States of America sul passaporto non dispensa dalla necessaria correttezza.

Vero è, però, che nonostante certe, ripetute delusioni, la F1 continua a ‘voler fa’ l’americana’ ed a sognare ad occhi aperti uno sbarco definitivo nella terra dei sogni di tante generazioni.

Oggi, un non troppo ben identificato Cypher Group ha ufficialmente annunciato la propria candidatura per schierare una tredicesima (sempre ammesso che nessuna di quelle attuali non scompaia, come invece ha suggerito Ecclestone…) squadra del mondiale 2011. Chi siano non si sa anche se, come leggerete in un altro post, c’è chi sostiene che dietro quest’operazione potrebbe esserci, in qualche modo, la mano lunga della… Ferrari.

Il Ponte di Brooklyn a New York : collegherà la grande mela alla F1? - Fotografia Paolo Bombara

Nel frattempo, il sogno americano continua a contagiare la F1 ad ogni livello. Persa anni fa, la sede dell’Indianapolis Motor Speedway, a seguito del GP 2005 sostanzialmente abortito per via della défaillance degli pneumatici Michelin, la F1 cerca sempre una sede per il suo ritorno sul suolo statunitense. Esiste un pre-accordo con Austin, nel Texas, ma in pentola bolle anche altro. Nell’ultima intervista che ho recentemente realizzato con lui, Bernie Ecclestone mi ha detto che non necessariamente vuole portare la F1 a New York. Ciò nonostante sono straconvinto che, in realtà, Mister E sogni proprio di conquistare la grande mela. Riuscire un giorno un colpo del genere e vedere quindi le monoposto correre con la più celebre skyline del mondo come cartolina postale di sfondo, potrebbe essere per lui il capolavoro finale per chiudere in bellezza una carriera irripetibile.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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