Ma perché Schumacher dovrebbe ritirarsi ?

Michael Schumacher allo specchio : è sempre lui ma gli anni passano. Inevitabilmente. - Fotografia Mirco LAZZARI

Quand’ero bambino e già contagiato dal virus delle corse, Jackie Stewart, che non era ancora Sir, era però qualcosa di più importante ai miei occhi : era il mio idolo. Il primo. Poi, Jim Clark, Ronnie Peterson, Gilles Villeneuve ed Ayrton Senna hanno accompagnato la mia crescita di adolescente ed appassionato. Finché, come ho già scritto, ho deciso che non dovevo più avere idoli, ma solo relazioni ed eventualmente anche amicizie, smettendo anche del tutto i panni di ‘tifoso’ di chicchessia, per cercare d’osservare il più possibile una certa (quella totale è pura utopia) imparzialità di giudizio, deontologicamente necessaria.

Jackie Stewart - Fotografia Mirco LAZZARI

Detto ciò, Sir Jackie Stewart esercita sempre sul sottoscritto il fascino di uno sportivo di cui ho collezionato, per anni, i ritagli di giornale di ogni articolo al suo riguardo che passava per le mie mani. Le sue parole non sono quindi mai banali per me e so perfettamente quanto il suo giudizio sia altamente qualificato ed il più delle volte ampiamente ponderato. Le sue cicliche battaglie verbali con Ecclestone o, precedentemente, con Mosley mi hanno sempre divertito. Devo anche riconoscere che nessun altro ha mai mostrato altrettanto coraggio ed autorità nell’andare al fronte per quanto concerne lo scontro verbale coi pezzi da novanta della F1. Forse solo Montezemolo lo ha spesso eguagliato in questo, ma il Presidente della Ferrari h, per la sua posizione, le spalle molto più grandi e quindi rischia meno. Non fosse altro di ritrovarsi vilipeso, com’è invece successo allo scozzese.

In questi giorni, Stewart ha espresso la sua convinzione che a fine stagione Michael Schumacher si ritirerà di nuovo dalla F1. Ha anche ammesso la sua incredulità ad inizio anno, “…non ci ho creduto finché non lo visto coi miei occhi, alla prima gara in Bahrain” all’annuncio del rientro agonistico del sette volte campione del mondo.

Condivido quasi appieno il secondo punto, non troppo il primo. Non lo escludo, certo, perché in fondo si tratta di una scelta personale di Schumacher, ma mi chiedo perché mai dovrebbe mandare all’aria quanto di formidabile ha costruito col gesto coraggioso di quest’anno…

Sì, ho proprio scritto ‘formidabile’, perché faccio parte dei pochi che non sono affatto troppo delusi dai risultati di Schummy. Al riguardo, concordo, invece, con Bernie Ecclestone. Forse semplicemente perché ho affrontato, fin dall’inizio, il ritorno di Michael Schumacher con tutte le riserve del caso. Mi pareva ovvio che a 41 anni suonati e soprattutto dopo tre anni di assenza dai campi di gara, avrebbe fatto fatica, molta fatica, a rimettersi al passo dei giovani talenti, in primis del suo veloce ed intelligente compagno di squadra Rosberg. Pensare il contrario, mi pareva illusorio e persino insultante per i giovani piloti e per quelli, magari meno giovani, ma che erano rimasti in attività. Insultante per gli Alonso, Button, Hamilton, Massa, Kubica, Rosberg, Vettel, Webber, Trulli, Barrichello, Liuzzi, Sutil e via discorrendo. Per tutti. Stiamo parlando dei piloti di vertice, di quelli nominati a guidare le più sofisticate vetture da corsa al mondo. Stiamo parlando di F1 e quindi dell’élite.

Per questo, finora, quanto che sta facendo Michael Schumacher, mi soddisfa ampiamente. Perché sinceramente mi aspettavo da parte sua un rendimento ben peggiore. Si può disquisire a lungo sul fatto che Schummy abbia fatto bene o meno a rimettersi in gioco. Le argomentazioni sono valide e quasi ineccepibili in un senso come nell’altro, resta che mai e poi mai Schumacher avrebbe potuto tornare ed essere subito lo Schummy dominatore d’un tempo. Sarà, forse, perché ho smesso di credere a Babbo Natale dagli anni in cui Jackie Stewart aveva cominciato ad essere un mio idolo… ma è così: sapevo che se Schumacher tornava in F1 era perché si era ‘auto-valutato’ e sapeva che non avrebbe rimediato figure veramente meschine, ma mi aspettavo (e se l’aspettava sicuramente anche lui) che il confronto coi rivali diretti potesse in certe occasioni essere delicato. E’ così e deve essere così. E’ la legge dello sport. Qualcuno crede, forse, che se oggi Ivan Lendl tornasse a Wimbledon, al Rolland Garros od a Flushing Meadows se la giocherebbe alla pari con Federer e Nadal? O che Indurain potrebbe rivincere il Tour de France? In certi casi, il solo essere mediamente competitivi è un successo e quello che fa Schumacher merita, a mio parere, grande considerazione. Certo, il suo ritiro risale ‘solo’ a tre anni fa, ma sono comunque tanti, così come i suoi 41 all’anagrafe e di mezzo c’è stato anche un brutto incidente motociclistico. L’operazione ritorno con la Mercedes è stata un evento sportivo d’eccezione e chiaramente anche una grande operazione marketing da parte della marca tedesca. E’ però stata possibile solo perché era ricresciuta nel frattempo l’indispensabile motivazione nell’animo del campione tedesco e non credo che si sia esaurita nel frattempo. Se esser lontano dal podio quando Rosberg finisce terzo, dev’essere difficile da vivere, le sue prestazioni non sono da buttare ed il potenziale di miglioramento esiste, ma deve esprimersi nella durata e nel tempo. Il suo margine di progresso è, per questi motivi, superiore a quello di un altro pilota. Il talento c’è, non s’è evaporato, ma ci sono anche gli anni e la ruggine va sciolta, con calma e pazienza.

A mio parere nella sua decisione finale conterà, più di ogni altra cosa, un fattore essenziale: si diverte oppure no? Se la risposta è sì, andrà avanti, altrimenti smetterà. Tutto il resto, sono chiacchiere…

… ed opinioni soggettive. Anche quando sono quelle di Sir Jackie Stewart.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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2 risposte a Ma perché Schumacher dovrebbe ritirarsi ?

  1. gonzarodriguez ha detto:

    Ben detto. Michael non si ritira, si annoia troppo in pensione. Sul Michael pilota, per me ogni giudizio potrà essere dato dopo Spa. Se va male in Belgio, bisognerà guardarlo con parametri diversi da quelli del Kaiser prima del ritiro. Ha accettato una sfida rischiosissima, senza una vittoria non molla di sicuro!!!

  2. Giorgio Caroli ha detto:

    Mi è molto piaciuto il Suo articolo che ho letto solo oggi “girovagando” nell’universo Schumy. Concordo pienamente con Lei tranne nelle aspettative ad inizio anno. Devo dire che ero e mi sento tutt’ora un fan di Schumacher che, al contrario di Lei con i Suoi idoli, considero il Mio Idolo.
    Quando ho appreso del suo ritorno, ho subito pensato: tremate scalzacani (pensando soprattutto, ma non solo, a Raikkonen e Massa), arriva LUI , cominciate a prendere appunti!
    Immagino che Lei stia pensando: ma chi è questo un ragazzino di 13 anni? Ebbene no! Ho 51 anni e seguo la F1 (TUTTI i GP ) da quando ne avevo 16! Non faccia il calcolo per pietà!!
    Si, credevo seriamente , e da ragazzino di 13 anni, che il mio idolo avrebbe messo tutti in riga, senza neanche aspettare poi tanto. La mia delusione nel comportamento del team Ferrari , per intero, era tale da oscurare ed appiattire anche la considerazione che avevo su tutti gli altri piloti (tranne forse Hamilton) .
    Tutt’ora non riesco a voltare pagina e ad accettare che il Dream Team (Montezemolo, Schumy, Todt, Brown, ecc) non esiste più. Non riesco ad entusiasmarmi più come quando pendevo dalle “labbra” di quegli Eroi ogni volta che venivano intervistati o anche solo quando un cronista riportava quello che avevano detto.
    Il ritiro di Michael è stato il colpo di grazia, e mi sentivo davvero un bambino a cui avevano improvvisamente spento la tv mentre c’era il cartone preferito!
    Quando è tornato, mi aspettavo di riaccendere la tv e ritrovare lo stesso cartone animato!
    Pur condividendo le Sue valutazioni, Sig. Bombara, devo ammettere che ancora oggi, ogni volta che viene inquadrato il Mio campione, forse , sotto sotto, mi aspetto qualcosa di strabiliante, un guizzo, un lampo, un flash. In realtà forse è arrivato il tempo di convincermi che nulla rimane per sempre ed i ritorni al passato sono davvero improbabili.
    Lo dico, ma …………ne sarò davvero convinto??

    Con stima
    Giorgio Caroli

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