Ora, due gare decisive per la Ferrari.

Fernando Alonso dichiara che può ancora vincere il mondiale. Bisogna però uscire subito dall'ombra - Fotografia Mirco LAZZARI

Così non va. Mi pare chiaro. Prima del Gran Premio di Gran Bretagna, avevo già esortato -si fa per dire… Diciamo che avevo espresso un desiderio- la Ferrari ad agire e reagire, chiudendola con le scuse e cominciando a concretizzare.

Invece a Silverstone è andata ancor peggio che in precedenza, perché una volta di più la Rossa ha mostrato di avere un certo potenziale, ma ancora una volta ha sprecato tutto all’atto pratico, aggiungendo al danno di un altro possibile bel risultato, la beffa della foratura a Massa creata da un doppio contatto iniziale tra i due piloti del Cavallino Rampante. Uno spalla a spalla che, a quanto mi risulta, è stato (logicamente) molto poco gradito al brasiliano.

Charlie Whiting della FIA. Se la Ferrari semina punti non è certo colpa sua - Fotografia Mirco LAZZARI

Che non mi si parli per favore d’ingiustizia o di due pesi e due misure per il drive through inflitto a Fernando Alonso per il sorpasso con taglio di chicane a Kubica ed a maggior ragione del fatto che non ha potuto essere osservato durante il periodo di neutralizzazione. Ci mancherebbe altro! E’ ovviamente vietatissimo e questo è di notorietà pubblica da anni, sostanzialmente da quando esiste la Safety Car in F1. La FIA non doveva, in merito, proprio precisare nulla alla scuderia di Maranello, perché sarebbe come chiedere che Charlie Whiting ricordi alle squadre che è vietato superare quando sono esposte le bandiere gialle!!!!!! Lo stesso vale per il sorpasso con taglio di chicane che –da sempre- impone di restituire la posizione. Whiting sostiene comunque di averlo detto tre volte –a chiare lettere- alla Ferrari, ma in ogni caso non ce ne sarebbe stato motivo perché non c’era il minimo spazio a dubbi : Alonso doveva rilasciarsi superare da Kubica, punto e basta. Nessuna contestazione può essere accettata al riguardo.

Acqua passata comunque. Ora, bisogna rimediare.

Alonso ha dichiarato che lui e la Ferrari vinceranno il mondiale. Sono contento per il suo ottimismo che corrisponde al solo atteggiamento da adottare in certi casi. Bisogna guardare in positivo. Fa bene anche Domenicali a ricordare come nel 2007 Kimi Raikkonen vinse il titolo mondiale recuperando sul filo di lana 17 punti di distacco che sembravano, a due GP dal termine, averlo tagliato fuori dai giochi. Certo, fu essenziale, quella volta, l’applicata collaborazione della McLaren, che buttò veramente al vento un titolo già vinto, ma certe situazioni possono ripetersi ed Alonso, che era interessato in prima persona, non può averlo scordato. Tanto più che oggi, resta ancora praticamente metà stagione da disputare ed il ritardo dello spagnolo (47 punti) è matematicamente colmabile in due gare, che possono fruttare anche 50 punti. In tale ottica, sono convinto, che i prossimi due GP (Germania ed Ungheria) saranno, anche psicologiamente, decisivi per provare a rimettere a galla la barca prima della pausa estiva. Perché poi, al ritorno, si entrerà mentalmente nella fase conclusiva della stagione e nella preparazione del 2011. Ovviamente, azzerare il distacco in due tentativi è praticamente utopistico, ma è chiaro che vincendo si potrebbe raddrizzare la situazione. Peccato che le Red Bull Racing volino, ma nel campo della squadra di Milton Keynes ci sono due piloti ormai chiaramente in lotta aperta ed anche l’affidabilità è perfettibile. Le condizioni per un nuovo aiuto esterno potrebbero, quindi, esserci.

Sostanzialmente ogni speranza è ancora aperta per la Ferrari, ma fa bene il Presidente Montezemolo a precisare che “Piangersi addosso non serve a nulla e che è ora il momento di conquistare risultati in pista”. La Ferrari ha perso troppi punti per strada per molti errori e per qualche situazione sfortunata. Non c’entra la FIA, non c’entrano i bioritmi ed il 2010 non è neppure un anno bisestile. Parafransando Stefano Domenicali, dico che bisogna, invece, “massimizzare” un potenziale che è, comunque, ampiamente superiore ai risultati finora raccolti. Mi pare evidente, ad esempio, che Felipe Massa deve migliorare leggermente il proprio rendimento in qualifica e che Fernando Alonso deve migliorarsi sullo scatto al via. Queste sono due priorità. Charlie Whiting non c’entra nulla. Quello che conta, ora, sono i fatti.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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