Rivelazioni sul caso RBR : Webber non la racconta giusta…

Marc Webber - Fotografia Mirco LAZZARI

Ho sempre apprezzato Mark Webber per la sua schiettezza e la sua onestà morale. E’ una brava persona, intelligente, oltre che uno sportivo completo… Ma è anche un competitore nato ed indubbiamente, quest’anno, la posta in palio è tale e tanta per lui da indurlo a modificare alcune sue attitudini naturali. Preciso questo perché, smentendomi in parte da solo rispetto a quanto scritto a ‘caldo’, posso rivelarvi che l’atteggiamento dell’australiano sabato scorso a Silverstone non è stato del tutto onesto.

Ora, capisco meglio perché Christian Horner abbia deciso di far smontare la nuova ala anteriore (di cui la Red Bull Racing ne aveva potuto realizzare solo due per il GP di Gran Bretagna) dalla vettura di Webber per farla montare su quella di Vettel, che aveva perso la sola a sua disposizione quando questa si era staccata durante le prove libere, infrangendosi e rompendosi. In un primo momento, questa mossa mi era parsa perfino ingenua e totalmente inspiegabile, perche avrebbe potuto avvelenare completamente un clima in squadra, già non perfettamente sereno, dopo l’autoscontro del GP di Turchia.

Mi sembrava un grosso torto ai danni di Webber. Emergono, ora, invece alcuni particolari che fanno capire come, in realtà, l’australiano abbia cavalcato emozionalmente l’occasione per fare campagna stampa a proprio favore. Esprimendosi anche in modo pesante, come quando dopo la qualifica ha detto che “…Se avessi saputo prima che sarei poi stato trattato così, non avrei firmato il rinnovo del contratto” o quando, dopo la vittoria in gara, l’aveva commentata, ancor più subdolamente, così : “…Niente male per un numero due!”.

Christian Horner si era limitato a precisare come al momento della decisione –presa senza ombra di dubbio autonomamente e senza nessun input da parte della Red Bull o di Helmuth Marko- Vettel fosse quasi sempre stato più veloce nelle prove libere a Silverstone, oltre ad essere in vantaggio in termini di classifica nel Campionato. Non solo: Sebastian era anche contentissimo della nuova ala.

Mark Webber, invece, era stato piuttosto critico con quella novità e nelle discussioni coi tecnici non vi trovava particolari vantaggi. In tali condizioni, è abbastanza comprensibile, quindi, che la squadra abbia deciso di smontarla al pilota che non la gradiva per darla a chi invece la voleva e non l’aveva più e non per colpa sua. In realtà, Webber ha cominciato ad innamorarsi di quell’ala solo a partire dal momento in cui è stata assegnata al suo compagno di squadra.

Fatto ancor meno pubblicizzato, ma che credo vada sottolineato per capire come la Red Bull Racing non abbia fatto favoritismi : la macchina di Webber nascondeva altri vantaggi che l’australiano si è ben guardato dall’evidenziare e che, per evitare di dar fiato alle polemiche, anche la squadra non ha reso pubblici. Per rimettere la situazione nel suo contesto, vi ricordo che, dopo il suo spaventoso incidente (provocato da un suo errore di valutazione nel tentativo di sorpasso a Kovalainen) di Valencia, Webber si era ritrovato… senza macchina. Nel senso che la sua era stata fortemente danneggiata. Ha, allora, erditato di “Luscious Liz”, come l’aveva battezzata Vettel, cioé quella che era stata la monoposto del tedesco fino al GP di Turchia, quando a Sebastian era stata consegnata “Randy Mandy”, la sua attuale monoposto. “Luscious Liz” non piaceva troppo a Vettel, mentre Webber non ha espresso la minima critica al riguardo. In compenso ‘Luscious Liz’ è 2 chilogrammi più leggera (nessuna macchina è mai del tutto uguale ad un’altra) rispetto a “Randy Mandy”. Inoltre, sulla macchina di Webber a Silverstone era montato un nuovo fondo scalinato modificato, di cui la Red Bull Racing aveva un solo esemplare che era –anche proprio per equità sportiva tra i suoi due piloti- stato attribuito all’australiano.

Ecco quanto. Solo per ristabilire un po’ la verità.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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