La verità (?) sul caso Bruno Senna

Bruno Senna - Fotografia Mirco LAZZARI

Sospensione conclusa. Non mi risulta che la HRT abbia ancora comunicato ufficialmente, cioé per scritto, al riguardo, ma Bruno Senna sa già che il suo purgatorio è finito. Almeno per ora.

Cioé la sospensione a sorpresa pronunciata per la gara di Silverstone si è conclusa ed il brasiliano tornerà a gareggiare con la squadra iberica nel prossimo GP di Germania ad Hockenheim. Il giapponese Sakon Yamamoto, che lo aveva sostituito in Gran Bretagna, dovrebbe, quindi, tornare al posto di riserva. A meno che… qualche nuova sorpresa non riguardi questa volta Karun Chandok. Contrariamente a Bruno Senna, infatti, il dossier del pilota indiano registra qualche ritardo di pagamento nelle rate pattuite tra i suoi ‘sponsor’ e la squadra. Anzi, c’è chi sostiene che a Silverstone fosse già stato pianificata la sua sostituzione una tantum, quando l’email galeotta inviata da Senna al suo manager e contenente qualche apprezzamento poco gradito nei confronti di Colin Kollès è giunta per errore (succede quando, ad esempio, invece di scrivere una nuova email si va per le spicce ripondendo ad una vecchia email dimenticandosi che aveva altri destinatari in copia…) al diretto interessato. Un assist perfetto, servito su un piatto d’argento, per il ds della squadra che doveva prima o poi quest’anno trovare spazio anche a Yamamoto, per poter incassare una determinata dote economica dal giapponese. Kollès avrebbe così -sempre secondo le voci ricorrenti- potuto applicare una sanzione disciplinare, contrattualmente incontestabile, ai danni del brasiliano.

Colin Kollès

La squadra, per ora, elude queste indiscrezioni di radio paddock, che definisce ‘congetture fantasiose’ o ‘ricostruzioni romanzate’. Senza voler scendere in dettagli, un esponente di spicco della HRT si limita a precisare che “…la nostra squadra è, per questa prima stagione, composta di quattro piloti, cioé Bruno Senna, Karun Chandok, Sakon Yamamoto e Christian Klien. Sta a noi decidere come, quando ed in che ruolo, schierarli”.

In altre parole, tutto può ancora accadere da qui a fine stagione e la permanenza continua, da ora fino alla fine, di Senna non è affatto garantita. Così come quella di Chandok, pilota ‘protetto’ da Bernie Ecclestone, amico intimo della famiglia Chandok.

Non ci sono dubbi, invece, che la squadra spagnola abbia qualche concreto problema economico per far quadrare i conti. Cosa mai facile, in particolare in questi periodi di crisi. Oltretutto, anche se la HRT è del tutto separata dall’Hispania Group recentemente ceduto dal principale finanziatore della scuderia, José Ramon Carabante per un miliardo di euro, questi attraversa indubbiamente qualche difficoltà. L’aquirente dell’Hispania Group ha, infatti, presentato ricorso presso le autorità competenti, invocando alcune irregolarità di procedura e richiede la restituzione delle somme investite. La giustizia spagnola, in attesa di sbrogliare la matassa e capire chi abbia ragione nella controversia, ha preventivamente congelato diversi attivi di Carabante. Nulla che tocchi direttamente la scuderia, ma di certo questo non ne semplifica l’esistenza.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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