Ayrton Senna: la sua vita. Sugli schermi dal prossimo autunno

Ayrton Senna

Quando il grande cinema si dedica allo sport, ai suoi campioni leggendari, così come alla storia di qualsiasi grande personaggio dell’umanità… l’attesa può far paura. Chi ha conosciuto, più o meno da vicino, un personaggio, od anche chi lo ha semplicemente enormemente apprezzato attraverso il teleschermo, i giornali e le copertine patinate delle riviste, teme sempre che la realtà e la sua storia possano essere travisate e romanzate a scopi commerciali, per attirare un più ampio pubblico. O semplicemente modificate per questo o quest’altro motivo, od anche per la particolare ed inevitabilmente singolare lettura da parte del regista realizzatore.

Ayrton in discussione col sottoscritto al Paul Ricard. Era una fredda giornata durante il secondo test della Williams FW16. Poche settimane prima della sua scomparsa. La foto non è un granché, ma quanti ricordi...

Avrete già capito che l’argomento Ayrton Senna da Silva è, per me, quanto mai ‘sacro’. Per cui questo tipo di alterazione della realtà era esattamente quanto temevo quando si cominciò a parlare, quasi dieci anni fa, dell’intenzione da parte dell’industria cinematografica di Hollywood di realizzare un film sulla vita dell’asso brasiliano, il cui ruolo avrebbe dovuto essere interpretato da Antonio Banderas. Zorro al volante, il 13° guerriero, il Desperado, il Matador in pista? Dall’intervista con un vampiro alle interviste dopo il podio? …Ero perplesso. Nulla a che vedere con la grande professionalità dell’attore spagnolo (nato a Malaga nell’agosto 1960 e che era quindi quasi coetaneo di Ayrton, nato cinque mesi prima) ma il timore di scoprire il classico film all’americana (non sono un tifoso del genere) con grandi effetti speciali, inutili strascichi sentimentali e l’inevitabile un po’ fastidiosa morale di fondo, non richiesta…

Insomma: se da un lato trovavo accattivante la prospettiva di un film dedicato ad Ayrton Senna, dall’altra l’idea mi spaventava.

Quel progetto, con Banderas protagonista, era poi naufragato. Nel frattempo, però, con l’appoggio totale della famiglia Senna ed anche di Bernie Ecclestone e della FOM (che metterà a disposizione tutto –o quasi- il suo materiale video) e con la collaborazione della McLaren e di Ron Dennis e della Williams e di Franck Williams è nato un nuovo progetto che si sta concretizzando in questi giorni. Il film sulla vita di Ayrton Senna uscirà sul grande schermo a partire dal prossimo autunno, inizialmente in Gran Bretagna ed in Brasile, poi via via nel resto del mondo. Hollywood per fortuna non c’entra più e la realizzazione è stata affidata ad una casa cinematografica inglese (una delle scuole che personalmente preferisco, assieme a quella russa e -lo so : sono un po’ masochista- giapponese. Oltre ovviamente al grande cinema italiano e francese).  Si tratta della Working Title, casa leader del cinema britannico, che ha prodotto i magnifici “Quattro matrimoni ed un funerale” e “Billy Elliot”, ma anche “Bridget Jones”, “Notting Hill”, “Pride and Prejudice”, “Robin Hood”, gli esilaranti “Johnny English” e“Le Vacanze di Mr. Bean” od anche gli attualissimi “Green Zone” ed “A Serious Man”.

Il regista Asif Kapadia

Il film su Senna sarà diretto dal regista Asif Kapadia, già vincitore col film “The Warrior” del Trofeo BAFTA (British Academy of Film and Television Arts) nel 2002 e non sarà una commedia, bensì una sorta di lungometraggio-documentario, che sfrutterà in gran parte filmati originali e vere interviste, anche solo audio, ad Ayrton Senna, con la sua voce originale. Si preannuncia, in sostanza, come la storia di Senna raccontata dallo stesso Ayrton. Si spazierà dagli esordi con la Toleman agli ultimi istanti con la Williams. Senza, spero, indugiare troppo sull’incidente fatale di Imola e sulle sue cause. Non sono quelle che interessano in questo caso. Spero che il film sia un omaggio alla carriera, al talento, all’umanità e profondità del personaggio, non un’inchiesta su quel tragico 1 maggio 1994.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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