Briatore-Ferrari: una semplice visita di cortesia

Luca Cordero di Montezemolo e Flavio Briatore - Fotografia Mirco LAZZARI

In gergo internet lo chiamano “buzz” ed addirittura Google gli ha appena dedicato il suo nuovo social network (che vuole far concorrenza ai leader Facebook e Twitter) chiamato appunto Google Buzz.

Buzz in inglese significa ronzio, come quello delle mosche, ma soprattutto brusio, come quello delle api ed anche del vociare umano e delle voci, insistenti, che possono circolare in diversi ambienti.

Creare buzz è l’arte di diffondere a macchia d’olio notizie od informazioni animando la discussione. Chi è veramente bravo lo sa fare senza esporsi in prima persona, ma gettando la pietra in uno stagno virtuale pronto a propagare l’onda circolare su tutta la sua superficie, nascondendo subito la mano…

Flavio Briatore è sempre stato maestro in questo genere di lanci (o ganci?). Per l’ex-mega boss della Renault, oggi teoricamente bandito dalla F1 fino al 2013, un po’ di vetrina fa sempre bene. Allora, non c’è nulla di meglio che farsi vedere in prima persona a Silverstone (dove ha potuto entrare nel paddock senza problemi, nonostante la sua teorica ‘messa al bando’, grazie ad un pass gentilmente concesso dal vecchio amico Bernie Ecclestone) e visitare poi qualche giorno dopo la Ferrari a Maranello, facendo ovviamente sì che, in qualche modo, si sappia in giro. Inutile stare a disquisire del come: Briatore ha mille canali.

Il risultato scontato non si è fatto attendere: da qualche giorno, i media del mondo intero si chiedono come e perché il buon Flavio si sia recato in Emilia per incontrare Stefano Domenicali e Luca Cordero di Montezemolo. Cosa mai si saranno detti? Cosa si starà tramando dietro le quinte? Roba enorme, bollente, sicuramente una imminente rivoluzione…

Forse. Può anche darsi. Perché no? Però, non ci credo.

A parte il fatto che esistono anche i telefoni (non per forza di cose intercettati) ed i terreni ‘neutri’ per certi incontri decisivi, è evidente che quando una riunione privata riveste un’importanza talmente capitale, come qualcuno vorrebbe far credere, in genere vengono prese a monte sufficienti precauzioni affinché restino realmente private e segrete, almeno un po’ più a lungo nel tempo. Questa volta, invece, l’incontro è servito anche -se non principalmente- a far sì che si sapesse che era avvenuto.

Detto questo, mi pare evidente che probabilmente Briatore, un giorno, tornerà ad avere un ruolo diretto in F1, ma già oggi non ne è affatto fuori. Come minimo è manager di Webber ed Alonso e, fosse solo per quest’ultima ragione, una sua visita a Maranello non ha nulla di ‘strano’. I contatti con la Ferrari ci sono sempre stati e posso personalmente testimoniarvi che l’ultima volta che ho avuto modo di conversare telefonicamente con Flavio Briatore, la nostra ‘chiacchierata’  è stata interrotta dopo una decina di minuti -per riprendere dopo altrettanti- a causa di una chiamata sull’altra linea di Flavio da parte di… Stefano Domenicali.

Per quanto ne so, invece, nonostante tutte le speculazioni del caso su cosa si stia tramando per il futuro della F1, si è invece trattato prevalentemente di una visita di cortesia, che è anche normale che Briatore faccia. E’ avvenuta perché il manager piemontese era già in zona emiliana per via di business personali e ne ha semplicemente… approfittato per curare le sue pubbliche relazioni ed anche quelle private. Metti mai che tra breve, Briatore -già proprietario del celebre Billionnaire in Costa Smeralda e del Twiga in Versilia- annunci l’apertura proprio in quella zona, o magari sulla costa romagnola di un nuovo locale alla moda?

Solo fantasie?…Forse. Può anche darsi. Perché no? Però, non credo proprio.

Nel frattempo Flavio Briatore continua a cavalcare una vecchia idea che da sempre ha fatto sua: l’importante è che se ne parli, non importa se in bene od in male, purché se ne parli.

Ecco, l’ho esaudito anch’io.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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