Hockenheim : la Ferrari non farà appello

Felipe Massa e Fernando Alonso - Fotografia RVPress

La Ferrari ha deciso di non ricorrere in appello contro la sanzione inflitta nei suoi confronti dai Commissari sportivi della FIA, per aver violato il regolamento impartendo ordini di squadra ai suoi piloti assegnando quindi la vittoria a Fernando Alonso a scapito di Felipe Massa, costretto dal muretto box a cedere la prima posizione al compagno di squadra.

Meglio così, a mio avviso per la squadra modenese, anche se questo significa sborsare senza fiatare i 100.000 dollari della multa,  perché si sa come ricorrere in appello sia sempre un’arma a doppio taglio, che in gran parte dei casi ha il dono di portare ad un inasprimento della pena… Sarebbe stato, quindi, quanto mai rischioso tentare il diavolo, visto che il regolamento vieta espressamente gli ordini di squadra e che cercare di negare che quanto accaduto oggi in pista non è stato un ordine di squadra, equivarrebbe a cercare di dimostrare che l’acqua non bagna e che il fuoco non brucia.

“Per quanto concerne la decisione dei Commissari sportivi -ha detto Stefano Domenicali, direttore della GES Ferrari- dopo la gara, abbiamo deciso di non appellarci contro di essa nell’interesse dello sport, fiduciosi che il Consiglio Mondiale della FIA (nei confronti del quale la Ferrari è stata deferita. Ndr) saprà valutare correttamente tutti i fatti”.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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3 risposte a Hockenheim : la Ferrari non farà appello

  1. Paolo ha detto:

    Io farei pagare questa multa a Smedley. Non avrebbe mai dovuto pronunciare quel “sorry”. Se c’è una colpa della Ferrari, è stata quella di dare l’ordine in maniera così plateale, quanto si poteva benissimo parlare di consumo benzina o temperature dei freni. Non si deve permettere ad un ingegnere di far mettere alla gogna tutto il team, di esporlo alle ire della FIA. E Massa non deve avere quel broncio sul podio. Deve sorridere pensando ad un rinnovo di contratto biennale firmato dalla Ferrari sulla fiducia, arrivato in un momento in cui le sue prestazioni lasciavano molto a desiderare. E magari ripensare a Shangai 2008, quando era lui in lotta per il titolo e Raikkonen si fece recuperare venti secondi per lasciargli il secondo posto. Uno dei punti fermi di Montezemolo è che i piloti, chiunque essi siano, corrono per la Ferrari e devono fare gli interessi della squadra in qualsiasi momento. Potrà anche essere un atteggiamento cinico, poco romantico ma che ha portato titoli mondiali a pioggia. Alonso ha ancora una piccola possibilità di lottare per la vittoria finale, Massa purtroppo no. La matematica gli da ancora delle possibilità, la logica nessuna. Chissà che questi sette punti non facciano la differenza dopo Abu Dhabi. I team che non hannno saputo gestire i piloti hanno perso titoli mondiali già vinti. Williams del 1981 e McLaren del 2007 i primi esempi che mi vengono in mente, come la tattica suicida della Peugeot all’ultima Le Mans. Passando alle due ruote, lo scorso anno la Ducati ha perso il mondiale Superbike per non dare un ordine di squadra. Anzi, quest’anno si ritrova un Haga svuotato dopo l’ennesimo mondiale perso all’ultima gara ed il team sfasciato e da rifondare
    E gli squali che girano per il paddock non facciano le verginelle scandalizzate. Mr. Horner spieghi perchè in Turchia aveva ordinato solo a Webber di abbassare i giri del motore. Perchè l’ordine non era arrivato contemportaneamente a pure a Vettel che era nella scia dell’australiano? E Martin Whitmarsh si ricordi come – sempre in Turchia – ha redarguito i suoi piloti che lottavano ruota a ruota e gi abbia ordinato – sempre in codice, come vuole l’ipocrita regolamento FIA – di congelare le posizioni. Dato che questi signori ieri parlavano di offesa allo spirito sportivo, ci spieghino perchè ad Istanbul ci hanno privato della lotta ad armi pari tra compagni di squadra e non hanno permesso che vincesse il più veloce, lasciando i propri piloti liberi di lottare ad armi pari, così come vorrebbe lo spirito sportivo.

    • Paolo Bombara ha detto:

      Ineccepibile. Ma dubito che Smedley, pur ben pagato, possa permettersi di risarcire certe multe… In effetti, quel “sorry” avrebbe potuto attendere il post-gara. Ma sono uomini, non robot.

  2. Luca ha detto:

    Uomini e non robot, ma anche il perbenismo di alcuni team principal avversari è veramente buffo pensando a quanto si fa in pista a volte per i propri piloti, il fatto di Istanbul 2010 relativo alla Red Bull, dopo aver sentito le parole di Horner riguardo alla Ferrari, mi fa ancora più pensare che per arrivare alla vittoria ogni mezzo è lecito, come ad esempio sperare in una squalifica Ferrari il prossimo 10 settembre, facendo buon viso a cattivo gioco, senza pensare che in casa propria ci sono situazioni poco chiare e che da qui a fine anno possono dare dei grattacapi, come il rapporto tra Vettel e Webber.

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