Ecclestone difende la Ferrari: “Nulla contro gli ordini di squadra”

Bernie Ecclestone spinge contro l'ipocrisia ed a favore della riabilitazione del diritto d'imparire ordini di squadra. - Fotografia Mirco LAZZARI

Se tanto mi da tanto… la Ferrari può dormire sonni abbastanza tranquilli in vista del Consiglio Mondiale FIA del prossimo 10 settembre.

Non si tratta di una serenità assoluta, a prova di bomba, perché la FIA è pur sempre un’organizzazione che si vuole in teoria indipendente ed esente da influenze esterne.

In teoria.

Però… Nella pratica ci sono personaggi e realtà che possono pesare più di altri sul piatto della bilancia e tra questi c’è senza ombra di dubbio Mister E, alias Bernie Ecclestone. Ed il big boss della F1 è sceso in campo spezzando una lancia a favore della scudera del Cavallino Rampante e della sua gestione durante il GP di Germania, il cui ordine d’arrivo è stato chiaramente deciso da un ordine di squadra. Rispondendo a David Coulthard che, nei panni di cronista televisivo della BBC, si chiedeva se non fosse semplicemente meno ipocrita e più appropriato cancellare quella norma che vieta, sulla carta, d’adottare certe pratiche (gli ordini di squadra) che in realtà esistono da sempre nello sport e sempre esisteranno, Ecclestone s’è detto perfettamente d’accordo con la suggestione dell’ex-pilota scozzese. “Devo confessare che sarei perfettamente d’accordo -ha detto Ecclestone- con chiunque pensi ciò. Credo che tutto quello che la gente fa all’interno di una squadra ed il modo in cui i dirigenti dirigono una qualsivoglia scuderia, siano fatti interni che concernono solo la squadra in questione”. Ma allora, questa benedetta regola ‘salterà’, magari proprio il prossimo 10 settembre? “Non lo so -ha proseguito Ecclestone- bisognerà vedere. Di sicuro è qualcosa che dovrà esser discusso. Per quel che mi concerne, una squadra è una squadra e devono poter gestirsi nel modo che ritengono più appropriato per i loro interessi. Nessuno deve poter interferire, fintanto che quel che una squadra fa nella sua gestione interna non crea situazioni di pericolo”. A mio parere quest’ultima precisazione è stata accuratamente aggiunta da Mister E pensando alla vicenda del crashgate Renault/Briatore/Piquet/Singapore 2008 che fece scandalo un anno or sono. La vicenda Ferrari non ha ovviamente creato il minimo pericolo, se non per l’amor proprio di Massa.


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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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