Domenicali, Massa ed Alonso : in Ungheria per ripetersi

La doppietta di Hockenheim “ci voleva”, come sostiene in questo lungo filmato-intervista Stefano Domenicali, ma non basta: “Ora, bisogna andare in Ungheria per ripetersi”. Alla Ferrari le ansie del post-GP di Germania e pre Consiglio Mondiale sembrano già archiviate e si pensa soltanto a come bissare in salsa magiara la scorpacciata tedesca. Ci si ingegna a come cucinare anche sul più sinuoso Hungaroring un bel gulash di Red Bull Racing e McLaren, tanto per fare una sorpresa piccante agli avversari dichiarati ed altri commensali al tavolo del mondiale. Felipe Massa e Fernando Alonso, anch’essi qui intervistati, hanno già l’acquolina alla bocca e sognano di continuare a rimpinzarsi di punti, dopo il lungo digiuno delle settimane precedenti Hockenheim.

Felipe Massa ammette, ad esempio, che “E’ bellissimo tornare sul posto, incontrando chi mi ha curato bene un anno fa ed è anche bello presentarsi in un modo diverso rispetto ad allora… Ma perché il tutto sia veramente bello ci vorrà anche un gran risultato”.

A Maranello, insomma, ci hanno preso gusto e mi sa che per provarci veramente a recuperare il distacco accumulato in troppe gare da buttare e dare l’assalto al mondiale hanno deciso di ricorrere ai mezzi forti. Sono pronti a sparare e stanno ricaricando… la doppietta. Faranno centro?

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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2 risposte a Domenicali, Massa ed Alonso : in Ungheria per ripetersi

  1. Luca ha detto:

    Vorrei se fosse possibile un parere da parte sua Paolo, in merito alla questione Ferrari e per farlo esprimo il mio punto di vista.
    Su Alonso sono anni che se ne dicono di tutti i colori, e lo spagnolo nel bene o nel male insieme a Lewis Hamilton è il pilota che fa più parlare di sè in questa F1 moderna.
    Alonso da come la vedo io all’esterno ovviamente, è una persona con un carattere dominante, così come vedo Rossi nelle moto e lo stesso Schumacher sempre in F1, quando era sotto i riflettori della ribalta ai tempi dei successi Ferrari.
    Massa, Alonso e Domenicali avranno parlato già ad inizio anno e poi man mano che la situazione si è fatta calda nel corso della stagione avranno ancora discusso a riguardo e se non erro sabato sera prima della gara hanno cenato insieme e di qualcosa avranno pur discusso. Secondo me Massa sa essere veloce, forse su alcuni tracciati anche imbattibile, ma anche sabato ha preso quasi mezzo secondo da Alonso. Felipe non mi sembra possedere il carattere di Fernando e non mi pare un pilota che ha quel piglio che distingue Alonso ed Hamilton anche rispetto agli altri colleghi, quella cattiveria agonistica che porta a volte anche ad uscite infelici come l’ it is ridiculous di domenica in gara pronunciato proprio dal pilota di Oviedo. Probabilmente quella frase è stata pronunciata anche per il fatto di accordi presi prima del via tra i piloti e la squadra, ma non voglio divagare… Resta il fatto che a mio personale avviso il gesto di Massa è stato plateale e voleva essere tale, così come la sua convinzione di non essere un numero 2.
    Sento molti criticare Alonso andando a ritroso nel tempo nell’analizzare con cinismo la sua carriera e per assurdo sento anche dire che non è un campione anche con una cattiveria che da vecchio appassionato mi stupisce non so che dire ci rimango quasi male io che non sono il diretto interessato….
    Che dire è un piacere poter trovare spazi come il suo e spero che sia il mio uno spunto per poter riflettere.
    Grazie

    • Paolo Bombara ha detto:

      Grazie per l’intervento che condivido in quasi (forse completa) totalità.
      Anch’io sono molto sorpreso quando sento criticare Fernando Alonso. Lo spagnolo non ha un carattere facile facile. Come dev’essere. Non mi ricordo nessun campione con un carattere facile facile. Gli assi sono tutti estremamente convinti dei propri mezzi, estremamente dominanti, estremamente egoisti, estremamente determinati e potenzialmente spietati, estremamente diffidenti nei confronti di tutti. Per questo in casa McLaren tra Alonso ed Hamilton non ha funzionato, come non aveva funzionato tra Senna e Prost, o tra Raikkonen e Montoya. Oggi, sta funzionando tra Hamilton e Button, grazie all’intelligenza ed alla capacità d’adattamento di Button, ma è l’eccezione (per ora) che conferma la regola.
      A volte le metafore aiutano a capire: provate a mettere due galli in un pollaio e vedrete cosa succede! Allo stesso modo, accetto fin d’ora scommesse sul fatto che l’attuale amicizia tra Fernando Alonso e Robert Kubica potrà resistere solo e finché i due non correranno nella stessa squadra. Poi, ho seri dubbi che non s’incrinerebbe in funzione della rivalità agonistica, perché sono due caratteri troppo simili, quasi identici.
      Alonso è un campione di pura razza. Non ho dubbi in merito. Essere campioni comporta però anche di non essere sempre simpatici a tutti, né apprezzati da chiunque ed in ogni momento. Prost ha subito molte critiche, Senna pure, Schumacher anche, eppure credo che nessuno possa contestare la professionalità e l’eccezionalità di tali campioni.
      Un pilota vive anche per il suo orgoglio e questo non vuole mai essere ferito. Per questo chi si sente numero uno (o semplicemente non numero due) fatica ad accettare certe sottomissioni, pur logiche.
      Sono certo che in Ferrari avevano discusso a priori certe situazioni e che quel “it’s ridiculous!” di Alonso, domenica scorsa, rifletteva la sua costernazione al cospetto del non allineamento autonomo di Massa alle strategie di squadra. L’orgoglio ed il non sentirsi affatto numero due, hanno probabilmente spinto Felipe a far corsa davanti per poi cedere la posizione in modo plateale. Sapeva di doverlo fare, ma ha ritardato il più possibile la scadenza, evidenziandone il più possibile la sua realizzazione. Anche Barrichello, del resto, fece in modo, a suo tempo, che si capisse perfettamente cos’accadeva con Schumacher e quando il tedesco gli restituì, più tardi, il favore ad Indianapolis lo fece tagliando il traguardo affiancato al suo ‘numero 2’ in un arrivo in parata che voleva essere per Schumy il modo di ribadire un concetto e spartirsi pure in un certo senso la vittoria a metà. Ricordo Ayrton Senna quasi umiliare l’amico (!) e compagno di squadra Gerhard Berger cedendogli la vittoria nel GP del Giappone 1991 -come suggerito da Ron Dennis- quasi parcheggiando platealmente a pochi metri dal traguardo per aspettare che l’austriaco lo superasse. Berger non aveva, poi, il sorriso dei grandi giorni, perché la sua vittoria era stata ampiamente svalutata dal gesto di Senna.
      Il solo che mi stupì (ma fu possibile perché era un gran pilota e non un campione assoluto) fu David Coulthard che prima di cedere ad Hakkinen una vittoria al GP d’Australia 1998 discusse via radio, sempre con Ron Dennis, solo di una compensazione economica. Buon sangue scozzese non mente.
      Massa ha fatto quello che doveva fare, da professinista com’è e come ha sottolineato, ma ha proprio voluto far sapere al mondo quel che stava facendo, perché non si sente numero due ma lo è diventato per ragioni di classifica.
      Ad inzio anno, al GP d’Australia, Alonso era finito in testacoda al primo giro. Aveva, poi, rimontato fino al quarto posto, proprio dietro Massa che seppe resistere ai suoi attacchi. Allora, Alonso, pronunciò una frase rivelatrice: “Non si può chiedere nulla al proprio compagno di squadra ad inizio Campionato”. Una frase che, ancor più rivalutandola oggi, fa capire come in Ferrari non esistano a priori, nel 2010, numeri uno e numeri due, all’inzio delle ostilità, ma che coll’evolvere del Campionato è il punteggio a determinare i ruoli. Anche se resto convinto che, a punteggio invertito, non sarebbe stato semplice per la Ferrari chiedere ad Alonso di farsi da parte.
      Massa è un ragazzo d’oro ed un gran pilota, che nel corso degli anni s’è migliorato tantissimo, aggiungendo professionalità e controllo della situazione alla velocità naturale. Ma è, ribadisco, un ragazzo d’oro ed a volte questo non aiuta per farsi largo nella cerchia dei campioni.

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