Ferrari: la grande occasione – Lo dice anche la… McLaren

Fernando Alonso, ora bisogna ripetersi! - Fotografia RVPress

Tempo fa, all’indomani della gara di Silverstone, avevo scritto che i Gran Premi di Germania ed Ungheria sarebbero stati decisivi per la Ferrari e che sarebbero anche stati quelli della possibile riscossa della squadra di Maranello. Ebbene, non c’è dubbio che la F10 ed i suoi piloti abbiano risposto positivamente dando una prima, ottima, indicazione di forma ad Hockenheim. Me lo aspettavo, anche se -sinceramente- non prevedevo che il Cavallino Rapante potesse, di già, galoppare così veloce davanti a tutto il branco!

L’Hungaroring si presenta a mio avviso ancor più favorevole sulla carta. Se, infatti, alla vigilia dello scorso GP mi sarei aspettato in Germania un semplice piazzamento a podio per la Rossa -che sinceramente non pensavo in grado di tener già testa con relativa facilità alla Red Bull Racing- avrei invece, ancor prima della dimostrazione di forza di Hockenheim, già puntato su un possibile successo ferrarista in Ungheria. A maggior ragione, quindi, lo faccio ora.

Perché? Semplice:

1) anche questa volta la Bridgestone porterà le gomme SuperSoft associate a quelle medie, com’è già successo in Bahrain, Monaco e Canada, tre gare dove la Ferrari s’è dimostrata molto competitiva, vincendo la prima, sciupando molto nella seconda, lasciandosi sfuggire come minimo il secondo posto nella terza. Le SuperSoft, utilizzate anche ad Hockenheim, sono gomme che sembrano adattarsi molto bene alle caratteristiche della F10 e piacere ai piloti della Ferrari.

2) Anche il tracciato sinuoso dell’Hungaroring dovrebbe sposarsi bene con le qualità della Ferrari. Non per nulla lo chiamano la “Montecarlo senza i guardrail” e se tanto mi da tanto… a Monaco, prima di rovinarsi da solo la festa andando a sbattere nelle prove libere del sabato e dovendo così rinunciare, poi, a prender parte alle qualifiche, Alonso sembrava lo spauracchio di tutti. La Red Bull Racing ha centrato la doppietta lungo le strade del Principato, ma sulla carta i circuiti sinuosi non sono quelli più congeniali alla RB6. Intendiamoci: la macchina di Newey funziona bene anche su di essi, ma ha meno vantaggio che altrove. Inoltre la Ferrari è talmente migliorata, che…

3) La McLaren sembra un po’ in ritardo ed è il suo stesso Direttore degli ingegneri, Paddy Lowe (come potete leggere a parte) a sostenere che la squadra di Hamilton e Button va in Ungheria in posizione d’inferiorità. Per limitare i danni più che per rivaleggiare.

Riassumendo: in un mondiale che distribuisce 25 punti al vincitore, 18 al secondo, poi 15,12, 10, eccetera… è decisamente questo -e senza indugi- il momento topico per la Ferrari per provare a rimettere in sesto la barca della classifica. Quando Alonso, ancor prima di Hockenheim, sosteneva di poter ancora vincere il titolo iridato, aveva ragione. Il suo problema, però, non era (ed è) tanto il distacco, ma il fatto che aveva (ed ha) davanti ben quattro avversari. Tanti, ma che sembrano meno invincibili se si considera che in realtà sono anche due coppie di compagni di squadra, le cui prestazioni sono inevitabilmente legate a quelle delle loro macchine/squadre. Quindi per Alonso e la Ferrari è un po’ come avere di fronte due volte due soli avversari. I quali, inoltre, rischiano di rubarsi punti a vicenda tra compagni di squadra, vista la mania delle due rivali di adottare la la politica della ‘trasparenza ed equità’ -almeno di facciata- che sarà ancor più di rigore dopo la vicenda Ferrari/Hockenheim/ordine di squadra,

Se la F10 sarà superiore alla RB6 ed alla Mp4/25 e se Alonso e Massa staccheranno altre doppiette, il divario è colmabile abbastanza rapidamente.

Davanti a tutti c’è la coppia McLaren, Hamilton a quota 157 e Button a 143, seguono, poi, appaiati a quota 136 i due della Red Bull Racing (Webber e Vettel) mentre Alonso è quinto con 123 punti. Vincendo, lo spagnolo può al massimo trovarsi a quota 148 ma ancora più importante è, forse, che se anche Massa fa il suo dovere fino in fondo, Hamilton potrebbe alla sera di Budapest non avere più di 172 punti. Il che vorrebbe dire che il distacco sarebbe, allora, praticamente stato dimezzato in due gare (da – 47 punti prima di Hockenheim a – 24 punti dopo l’Ungheria) e diventerebbe in teoria colmabile in una sola gara. Se, poi, la Red Bull Racing dovesse intercalarsi rispetto alle McLaren la situazione potrebbe esser ancor più rosea per la Ferrari ed il suo spagnolo, con un compattamento dei ranghi tale da rilanciare completamente i giochi.

Attenzione: far troppo di conto prima, lascia sempre una potenziale emicrania ed il tempo che trova, ma tutto ciò serve a confermare una certezza: la Ferrari in Ungheria avrà una carta molto pesante da giocare. In un modo come nell’altro potrebbe essere una gara determinante per il resto della stagione.

Sicuramente sarà un appuntamento da non mancare.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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