Interventismo FIA in Formula 1: non lamentiamocene troppo, perché negli USA fan peggio…

Il vantaggio delle nuove tecnologie e di un blog web come questo è, come avevo scritto fin dal primo giorno, per un giornalista come il sottoscritto quello di poter dialogare coi suoi lettori e, quindi, con gli appassionati. Per evitare di restare mentalmente annegati in un microcosmo che, a forza di confrontarsi solo con se stesso, rischia di perdere talvolta il filo della realtà e di quella che è la visione dei fatti, od anche semplicemente gli interessi, dell’opinione pubblica. Senza filtri ed in diretta, ho cosò potuto constatare come anche agli appassionati pesi quella che da anni considero, ormai, una fastidiosa tendenza interventista della FIA nei confronti dei piloti. Si delibera troppo, si decide troppo, si castra eccessivamente ogni azione ed ogni manovra e, peggio ancora, non sempre applicando lo stesso metro di misura.

Personalmente sono favorevole a tre cambiamenti che ritengo fondamentali:

1) Le regole sono troppo complesse, astruse e confuse. Talvolta sono anche in contraddizione l’una con l’altra. Spesso -anzi quasi sempre- le regole sono un continuo aggiornamento ed adattamento di quelle pre-esistenti, adattate a nuove situazioni che via via si vanno a scoprire od anche all’interagire di una modifica ad una data regola con un’altra regola. Il risultato è che, come avevo sottolineato recentemente, per il solo intervento della Safety car in gara sono previsti 14 punti di regolamento. Assurdo.

Il regolamento a mio avviso non dovrebbe più subire nessuna modifica. Andrebbe semplicemente gettato alle ortiche e riscritto da capo, SEMPLIFICANDOLO e pensandolo fin da subito per la F1 attuale.

2) Il collegio dei Commissari Sportivi che deve velocizzare, non solo in gara, com’è stato decretato (*), ma anche dopo le sue decisioni, dovrebbe essere costituito da professionisti e sempre quelli. Charlie Whiting, in fondo, è sempre lui al suo posto da un GP all’altro. A parte servire a vecchi schemi e far piacere a certi ‘senatori’ della FIA ed al rappresentante dell’ASN locale, non c’è ragione affinché anche i tre giudici della F1 non siano collaudati e sempre gli stessi.

3) Uno almeno di questi Commissari Sportivi professionisti dovrebbe essere un ex-pilota. Questo Jean Todt lo ha perfettamente capito e già quest’anno ha integrato in ogni collegio di Commissari Sportivi un ex pilota in veste di commissario aggiuntivo. Ottima iniziativa che tanto varrebbe integrare definitivamente nella composizione del collegio dei Commissari.

Partendo da queste basi, si potrebbe poi decidere di lasciare un po’ più di libertà ai piloti per non doverli sempre riprendere come se stessero guidando nel traffico. E’ stato, ad esempio, molto criticato il drive-through inflitto ad Alonso a Silverstone. Eppure così bisognava fare rispettando le norme in vigore. Il problema, a mio avviso, sono proprio le norme. Riscrivendo il tutto ed avendo giudici qualificati si potrebbe concepire qualcosa di più omogeneo e rispettoso dello spirito agonistico di base.

Non sarà semplice da realizzare, ma è a mio avviso fondamentale. Sono certo che Jean Todt proverà a rinnovare l’organizzazione, ma non bisogna dimenticare che la FIA non si occupa solo di F1 e che il cantiere dei lavori è molto vasto. Diamogli tempo.

Intanto, però, non oso lamentarmi dopo aver visto quello di cui sono capaci gli americani. Anche ripensando a quando Hamilton impantanato era stato rimesso in pista, tempo addietro, da una gru (!!!) non mi viene in mente nulla di altrettanto ridicolo -ed umiliante anche per lo sport- di quanto accaduto ad Helio Castroneves nella scorsa gara Indycar di Edmonton. le parole non bastano, ci vuole il supporto delle immagine per capire (o meglio non capire) quel che è accaduto; Castroneves è il pilota di testa e viene attaccato, su una pista larga come un aeroporto, dal compagno di squadra, Power. per difendersi il brasiliano si mette all’interno della curva a destra e resiste. Ma a fine gara viene punito e retrocesso in decima posizione per aver ostacolato la manovra di Power occupando l’interno della curva. Cosa che il regolamento Indycar autorizza solo a chi tenta il sorpasso e non a chi si difende; certo e perché non imporre anche l’uso dell’indicatore di direzione, del clacson, dipingere sull’asfalto corsie da cui non fuoriuscire ed installare un bel sistema Tutor affinché tutto sia adeguatamente monitorato?

Questa nuova americanata va veramente oltre la soglia del ridicolo.

(*) a proposito: la nuova norma secondo cui i Commissari Sportivi s’impegnano a prendere in futuro decisioni entro 90” dai fatti è stata presa con buoni propositi ma si tratta di un rimedio peggiore del male: oggi ci si lamenta dell’attesa, domani ci si lamenterà della fretta, che sarà inevitabilmente cattiva consigliera e questa norma sarà fonte d’errori di valutazione. Aspetto al varco le squadre che, nel 2011, protesteranno per squalifiche o decisioni prese senza valutare a fondo tutti gli elementi. Spero per la Ferrari, che ha tanto insistito a seguito del quiproquò (tutto di sua responsabilità, per averlo provocato richiedendo valutazioni superflue: “Charlie il fuoco brucia? Il fuoco brucia? Cavoli Charlie me l’hai detto troppo tardi e mi son già scottato!”) di Silverstone con la FIA , che non capiti proprio alla Rossa d’esser sanzionata con leggerezza nel 2011, pur di fare in fretta a comunicarlo.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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4 risposte a Interventismo FIA in Formula 1: non lamentiamocene troppo, perché negli USA fan peggio…

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  2. Giovanni ha detto:

    Non riesco a ritrovare la fonte, ma in una gara di Indy (o di Champ) di quelle cittadine, era stata introdotta proprio una overtake lane prima di ogni curva. Mi sembra funzionasse così: all’approccio in curva, sceglievi quale delle due corsie usare e non uscivi da quella…purtroppo non riesco proprio a ritrovare dove avevo letto (e visto un video) questa cosa…

    • Paolo Bombara ha detto:

      Resta il fatto che è assurdo, contro natura, contro lo spirito delle corse automobilistiche. Una vera buffonata!

      • Giovanni ha detto:

        È quello che penso anch’io. Ho fatto una ricerca approfondita, era la Champ Car e le gare sono Toronto 2007 (dove è stata introdotta la regola dell’overtaking zone) e San Jose 2007. In quest’ultima, cercando i video, si vede bene la striscia bianca disegnata prima dell’ingresso in curva per la scelta della corsia…decisamente ridicola come cosa!

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