Non solo Barrichello… anche Vettel schiuma rabbia

Sebastian Vettel, una vittoria sfumata, una grande occasione perse. E lo sa... - Fotografia RVPress

Avete visto il volto di Sebastian Vettel sul podio? Avete visto come ha urtato il cartello col numero 3 corrispondente alla sua terza posizione finale quando ha parcheggiato la sua RB6 prima di andare a pesarsi e poi sul podio? Avete visto i gestacci fatti con le mani all’indirizzo degli uomini FIA e del suo box mentre transitava per la corsia durante il suo drive through? Avete visto come ha quasi aggredito verbalmente Mike “Herbie” Blash nella saletta pre-podio, dicendogli “Tutto quel che ho fatto è stato far attenzione a difendermi da Alonso. Null’altro. Non ho fatto nulla di male!” ? Lo avete sentito chiedere ai box, sbraitando, prima di fermarsi “…Perché mi danno un drive-through, perché?” ? Domanda cui la sua squadra non ha mai risposto, continuando a ripetergli “Stai calmo, resta concentrato…”.

Sebastian Vettel, muso lungo sul podio - Fotografia RVPress

Ha mille ragioni d’esser adirato il tedesco, perché questa vittoria era tutta sua, nessuno poteva carpirgliela, perché era -lo è stato per tutto il weekend- il più veloce di tutti e di gran lunga. Lo ha ribadito firmando il giro più veloce in gara all’ultimo passaggio, ma quel drive-through gli è costato il primo posto ed allora anche il podio gli è andato di traverso. Era furioso nei confronti della FIA, ma forse più tardi, al riparo dagli sguardi indiscreti, avrà espresso qualche riserva anche nei confronti della gestione della gara da parte della sua stessa squadra.

Perché sinceramente mi stupirebbe che sia stata tutta farina del suo sacco quella di lasciare un così ampio margine di vantaggio a Webber, al momento della ripartenza dopo il rientro della Safety Car. Tale manovra poteva avere un solo senso logico: quello di concedere all’australiano (che -come Barrichello e pochi altri- non si era fermato a cambiar gomme durante la neutralizzazione della gara, ed avrebbe quindi dovuto fermarsi in seguito) un buon margine di vantaggio per poter poi, eventualmente, allungare prendendo il largo e superare così Alonso recuperando quel secondo posto che lo spagnolo gli aveva soffiato al via.

Che Vettel si preoccupi così tanto della classifica del suo compagno di squadra mi pare sospetto. E’ molto probabile che l’idea di quel margine sia venuta a qualche stratega del muretto box della Red Bull Racing e che a Vettel sia stato chiesto di tenere un po’ a freno gli inseguitori. Il tutto dimenticandosi che il regolamento impedisce questo genere di azioni di “controllo organizzato” delle gare. La furbata si è, così, ritorta contro Vettel che in cuor suo deve aver la sensazione di pagare dazio doppio: ha perso la gara e per giunta a vincerla è stato Webber che in quanto compagno di squadra è il primo dei suoi avversari. Non solo, l’australiano grazie a questa vittoria prende il comando del mondiale ed il sopravvento su di lui.

Come devono girare al tedeschino…

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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