La F1 è in vacanza e non succede nulla… o quasi

 

Qui col suo ex-pilota Niki Lauda (ai tempi della Brabham) Bernie Ecclestone attacca ora il GP dl Brasile - Fotografia RVPress

Tutto calmo sotto il sole ed anche sotto l’acqua. L’Italia riprende a giocare 47 giorni dopo la doccia fredda sudafricana e ricomincia esattamente da dove aveva chiuso: sotto un’altra doccia, londinese questa volta, perdendo come prima, più di prima… Non so perché, ma ieri sera mentre ascoltavo Prandelli dichiarare nel dopo parita (o meglio post-batosta) che tutto quel che serve adesso è “migliorare la qualità del gioco”, mi è ferocemente tornato in mente David Coulthard che per anni ad ogni inverno, ha ripetuto con piglio convinto e con l’insistenza  di un disco rotto che “…questo sarà il mio anno!”.

Il calcio riprende, quindi, stanco, sbadigliando e facendo sbadigliare. In F1, invece, è tempo di ferie estive. Corte, intense e non proprio prive di attività, purché calma e confacente all’età, al carattere ed alle predisposizioni dei vari interessati.

Così i giovincelli come Jenson Button si sfogano nel loro passatempo preferito, cioé correre e non sempre dietro alle gonnelle (anzi ora che la bella fidanzata è tornata all’ovile, di questi diversivi proprio non se ne parla) bensì con le scarpette ai piedi, tanto da conquistare una medaglia nel Triathlon di Londra. Mentre il più stagionato Bernie Ecclestone si sfoga nel prendere a sassate verbali il malcapitato di turno. Questa volta a far da bersaglio immobile -è il caso di dirlo- è il “suo” circuito d’Interlagos, che Mister E ha (e non a torto, se si riferisce alle sole fatiscenti infrastrutture) qualificato di peggiore del mondiale, in un’intervista pubblicata sulle colonne dell’Estado de Sao Paulo, uno dei due principali quotidiani della megalopoli brasiliana.

Al preciso inviato paulista – di origini italiane, a cavallo tra Venezia e Napoli- Livio Oricchio, Ecclestone ha spiegato come “…i responsabili del circuito che ospita il GP del Brasile faranno bene a darsi una mossa e ad investire per migliorarne le strutture se vogliono conservare la loro gara. Il Brasile sta per ospitare due grandi eventi sportivi come la Coppa del Mondo di calcio nel 2014 ed i Giochi Olimpici estivi nel 2016. Sarebbe auspicabile migliorare la propria immagine anche in F1 con un circuito al passo coi tempi”.

Dal nordamerica, invece, Jacques Villeneuve se la prende con la Epsilon Euskadi, rea di gettare -a suo avviso- fumo negli occhi della FIA e degli osservatori esterni, annunciando di essere già in fase di sperimentazione in galleria del vento del suo progetto F1. Beh, personalmente non sono del tutto convinto del fatto che il progetto Villeneuve-Durango abbia un grandissimo futuro, ma non riesco neppure a dare del tutto torto al canadese in queste sue esternazioni.

L’uso della politica, dell’informazione “pilotata” e magari romanzata hanno, però, sempre fatto parte del panorama della F1. L’Epsilon Euskadi non ha, quindi, inventato nulla e ne sa qualcosa, ad esempio, quel vecchio marpione di Ross Brawn che, remando in senso opposto, finge d’interrogarsi pubblicamente sull’utilità reale di avere una tredicesima squadra iscritta nel mondiale l’anno venturo. Quando il boss della MercedesGP sostiene che “..se anche non ci dovesse essere la tredicesima squadra, non sarebbe un disastro” capite bene: sta dicendo che lui proprio non vuole un altro incomodo con cui eventualmente dover spartire la torta.

Chi è proprio partito in vacanza, anche con la testa e col morale (apparentemente sotto i tacchi) è invece Bruno Senna che, tornato in Brasile, ha rivelato ai media del suo paese come “…finire questa stagione sarà, eventualmente, già un exploit in sé e che per quanto concerne il suo futuro s’immagina di finire col vendere noci di cocco sulle spiagge”. Almeno finché Sakon Yamamoto non gli strapperà la concessione. Buone vacanze!

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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6 risposte a La F1 è in vacanza e non succede nulla… o quasi

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  2. robi ha detto:

    Un paio di cose: anche l’anno scorso Button fece il Triathlon di Londra, e lo fece anche Bradley Smith, con l’unica differenza che Bradley rifilò una ventina di minuti al connazionale. Differenze? Smith ha 17 anni e corre il motomondiale 125, e quasi nessuno l’ha notato, Jenson campione di F1 è stato osannato da tutti. Ma ha preso paga! Quello che invece non mi sono mai spiegato, e ti chiedo lumi, come mai Coulthard abbia avuto in tutta la sua carriera sempre le macchine migliori del lotto. Ricordo il miglior team di F3000, la Williams Renault, McLaren e infine Red Bull. Ma solo io vedevo che non è un vincente? Tanto per dire lo stesso Button è arrivato in Williams quando questa non era più competitiva, ed ha lottato sempre nei bassi, prima della Brawn miracolosamente passata da Honda-ultima a Brawn-prima.
    Ma forse sono solo vanneggiamenti di un giorno di mezza estate…

    • Paolo Bombara ha detto:

      David Coulthard è sempre stato il campione del mondo della comunicazione ed il miglior piazzista di sé stesso. E’ anche nato con la camicia. C’è gente così: ne conoscete molti che sono usciti indenni da uno schianto aereo? Personalmente ho un amico pilota (d’aereo) che ai comandi di velivoli militari o storici si è già schiantato quattro volte al suolo e se l’è sempre cavata molto bene. Credo che la fortuna di Coulthard sia stata che questa persona non ha mai provato a fare il pilota di F1.

  3. Roberto Chinchero ha detto:

    Caro Paolo….quel “o quasi” credo sia la chiave di tutto. Sta succedendo, eccome se sta succedendo. Ma non ai piani alti, troppo condizionati dai risultati che arriveranno. Porto un esempio: cosa accadrebbe se tra Spa e Monza in casa McLaren o Red Bull succedesse quanto visto in Ferrari ad Hockenheim? Troppo presto per certe scelte 2011, ma è anche vero che spesso le rivoluzioni accadono proprio quando sembra che tutto sia firmato con tanto di ceralacca.
    Però di una cosa sono certo. Il prossimo anno non ci sarà nessun nuovo team in Formula 1, e le novità saranno una o due squadre in meno. Troppo difficile pensare di partire da zero e recuperare anche solo una piccola parte del know-how terrificante che hanno i team presenti nel Circus da 10, 20 o 40 anni. Se non saranno accettati nuovi regolamenti che daranno spazio a progetti come quello che ha fatto nascere la Toro Rosso (ovvero condivisione di telai) o se non si darà spazio ad una terza vettura, la vedo dura in futuro. Poi, opinione personale, sono certo che anche una F1 con 18 vetture non perderebbe neanche 1 spettatore…..quindi, neanche un dollaro.

  4. Enzo ha detto:

    si ma sarebbe molto triste una f1 a 18 vetture…! Vedremmo gli stessi piloti per anni, senza nessun cambiamento… Diventerebbe ancor di piu un circolo privato….!

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