Un’associazione più importante di altre… Cambierà la F1?

Altro che semplici adesivi, sono fiumi di denaro... Il ruolo ed il peso degli sponsor si appresta a cambiare in F1 ed a cambiare il volto della stessa F1 con la creazione del club F100? - Fotografia Mirco LAZZARI

In F1 esiste la FOM che, più o meno, dirige tutto. La FIA che rappresenta il potere sportivo e lo esercita. La FOTA, cioé l’associazione delle squadre, il cui ruolo ed il cui concreto potere sono ancora misteriosi e che, soprattutto, non s’è mai data i mezzi per crescere ed avere una concreta credibilità. C’è poi la GPDA, cioé l’associazione piloti, che ha il merito d’esistere per difendere gli interessi dei primattori di questo sport, ma che spesso viene non presa in giusta considerazione o -diciamolo pure- viene addirittura trattata sottogamba dalle autorità. Quando in conferenza stampa Trulli e Webber hanno detto all’unisono, tra Melbourne e Sepang, che “…questa volta diciamo che siamo al cento per cento soddisfatti di correre all’imbrunire, così magari decideranno che non si correrà più a quest’ora”, è stato evidente che anche gli stessi piloti si pongono domande circa il peso politico della loro associazione.

Esistono poi altre varie associazioni professionali di più o meno rilevante interesse.

Non ho personalmente mai capito negli anni perché non si sia costituita una forte associazione dei circuiti, che avrebbe potuto, se veramente vasta ed unita, far valereil proprio peso contro l’ingordigia di Ecclestone.

Ora, si costituisce una nuova associazione che, se verrà gestita bene, potrà avere un ruolo decisamente importante nel panorama della F1 futura. A mio parere non è un caso se essa si costituisce, del resto, proprio nel momento cruciale delle trattative per il rinnovo del Patto della Concordia post-2012. Credo, anzi, che essa abbia tutte le intenzioni d’invitarsi nelle discussioni e pesare con tutta la sua forza: quella del denaro!

Perché mi riferisco alla nuova associazione degli sponsor della F1, nominata F100 perché riunisce già un centinaio di membri iscritti fondatori. Il club F100 si riunirà la prima volta il prossimo 1 settembre a Londra, in occasione di una conferenza che si terrà all’hotel Waldorf Hilton. Sul palco saliranno tra gli altri, come conferenzieri, Richard Bracewell, General Manager delle sponsorizzazioni globali della  Shell, e Chris Burton, vice presidente delle sponsorizzazioni globali della SAP, mentre a tenere il ruolo di animatore sarà l’ex-commentatore televisivo della rete ITV, James Allen. Non saranno ammesse agenzie o rappresentanti dei media, ma solo una platea molto selezionata di gente che decide in gran parte le sorti della F1 poiché ne detiene, in sostanza, i cordoni della borsa. Perché se è vero che Ecclestone controlla i diritti tv, questi diritti hanno ragione d’esistere solo perché ci sono i GP. A scalare: i  i GP ci sono perché esistono le squadre e le squadre vivono grazie agli sponsor ed… i proventi -redistribuiti- dei diritti tv. Il cerchio si chiude ed è chiaro che tutte le parti in causa vogliono essere coinvolte nelle decisioni strategiche future perché la torta è grande e golosa e nessuno vuole sentirsi ‘fregato’.

A proposito, quand’è che le varie TV (cioé quelle che accettano di pagare diritti spesso esorbitanti) decideranno di riunirsi a loro volta in un’associazione?

Piccola nota, secondo una stima realizzata da Formula Money, oggi in F1 sono presenti 175 sponsor che versano annunalmente oltre 600 milioni di euro.

L’influenza degli sponsor, però, va oltre il solo sostegno delle squadre ed analizzandola nel suo complesso di capisce ancor meglio quanto vasto potrebbe essere il potere di un’associazione salda e ben diretta. Gli sponsor finanziano, infatti, anche i circuiti con la cartellonistica e, direttamente, la stessa FOM peché quei cartelloni sono, poi, ripresi dalle telecamere.

Non solo: i diritti tv versati dalle reti televisive hanno ragione d’esistere perché la F1 attira un’audience di telespettatori notevole il che consente alle tv di vendere a caro prezzo gli spot pubblicitari primo, dopo e talvolta (provate a guardare un GP in Francia per capire il concetto…) anche durante le gare. Ora, molto spesso gli inserzionisti di quegli spot sono gli stessi che in qualche modo sono presenti come sponsor in F1. Gli sponsor sono, poi, anche quelli che riempiono le casse dello zio Bernie e della sua Allsport acquistando a peso d’oro spazi e biglietti nel VIP Paddock Club. Sono sempre loro che, molto spesso, riempiono le tribune principali dei circuiti invitando clienti o dipendenti…

Il network ha diramazioni infinite o quasi. Se se ne accorgono, e soprattutto se, contrariamente alle squadre, gli sponsor riusciranno ad avere una strategia veramente comune, Ecclestone potrebbe avere qualche grattacapo.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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