Simone Faggioli ricorda Lionel Regal

Simone Faggioli - Fotografia tratta dal suo sito personale

Ha appena conquistato il suo secondo titolo di Campione europeo della Montagna, cosa che per questa disciplina vale un “mondiale”, ma il fiorentino Simone Faggioli ha la mente altrove. Come tutti gli appassionati di corse in salita è sconvolto, sotto schock, e pensa al rivale-amico Lionel Regal scomparso domenica scorsa in un violento incidente durante la prima salita della gara Saint-Ursanne-Les Rangiers, in Svizzera.

Ecco (tratto dal sito http://www.omnicorse.it) quanto ha dichiarato, affranto, il pilota toscano, cui rimbalza in mente incessante il ricordo di un gesto in suo onore, compiuto dall’avversario francese: “L’ultimo ricordo che ho di Lionel risale ala scorsa settimana al Mont Doré. Si correva a casa sua era convinto di lottare per la vittoria e si era preparato al meglio per cogliere il successo pieno. Quando ha visto apparire sul display il mio tempo con cui l’ho battuto è venuto da me e mi ha fatto un inchino. E’ stato un gesto che non dimenticherò mai, espressione di una sportività genuina. Era un campione vero”. Faggioli analizza anche -con la competenza di chi queste gare le frequenta al volante, col piede destro spesso a fondo sul gas-  l’incidente che ha strappato Regal alla vita e le sue cause. “Si tratta di un tratto quasi dritto in cui si procede in quarta marcia ad alta velocità e ieri (domenica. Ndr) pioveva per cui Lionel si è trovato all’improvviso un rigagnolo d’acqua che attraversava la strada e non ha potuto fare niente per controllare la monoposto. Con la scomparsa di Lionel vivo un momento di grande tristezza perché oltre a perdere un avversario molto forte e leale, torna alla ribalta uno spettro: abbiamo fatto un grande lavoro sulla sicurezza delle vetture, ma non abbastanza per quella dei percorsi. A Regal la macchina è partita sul rigagnolo e non è andata a sbattere all’esterno dove c’erano le protezioni, bensì è scivolata all’interno del percorso dove non c’era il guard rail. Ecco perché è finito ad alta velocità contro l’albero!. Se c’era la barriera non sarebbe successo niente”. Faggioli pensa che un semplice guard-rail protettivo avrebbe, forse, potuto scongiurare la tragedia. “Penso proprio di sì. Ora dovremo proteggere anche i tratti rettilinei per garantirci una maggiore sicurezza, altrimenti qui si rischia la fine delle corse in salita. Al Mont Dore l’anno scorso mi ero girato anch’io per un rivolo d’acqua: non si fanno ricognizioni se piove e si scoprono le condizioni della strada man mano che si sale…“.

Personalmente resto dell’idea che quando piove sarebbe preferibile rinviare la corsa, anche se questo comporta difficoltà che possono anche parere insormontabili, tanto più che le corse in salita si svolgono su strade normali e necessitano, quindi, di autorizzazioni della autorità competenti. Capisco che non è facile ovviarvi, ma la sicurezza dovrebbe passare prima di tutto, forse si tratta di qualcosa che non deve essere discusso caso per caso, localmente, ma dovrebbero essere le varie ASN nazionali (l’ACI-CSAI in Italia) a trattare speciali deroghe con le autorità, affinché sia possibile far ‘slittare’ più facilmente un’autorizzazione per motivi di sicurezza. Accade che concerti rock vengano rinviati per cause d’intemperie o d’altri motivi. Perché non potrebbe essere lo stesso per una cronoscalata?


Simone Faggioli al volante della sua Osella FA30. Nel 2010 ha vinto tutto quello che si poteva vincere. Stratosferico. Ma la scomparsa dell'avversario-amico gli ha rovinato la festa. - Fotografia tratta dal suo sito personale

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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