25 anni fa : Stefan Bellof

Forse solo i meno giovani se ne ricorderanno… ma all’indomani del GP del Belgio, disputato a Spa, fa male pensare che esattamente 25 anni fa sul tracciato belga scomparve in un tragico incidente Stefan Bellof al volante di una Porsche Sport 956 durante la 1000 KM di Spa. Fu, come sempre, un incidente sfortunato ed evitabile. Quella che si definisce una fatalità, dettata dal grande spirito di competitività di quel ragazzo tedesco, 27enne, che sprizzava talento da tutti i pori e che alternava la sua presenza nel mondiale di F1, per i colori della Tyrrell, alle gare Sport per la Porsche.

Quel giorno, la sua gara e la sua vita finirono contro il guardrail all’esterno dell’Eau Rouge, dopo essersi urtato coll’esperto compagno di squadra Jacky Ickx, eroe locale, cercando di superarlo. Mentre la vettura di Ickx, di cui vi propongo un filmato della telecamera imbarcata, finì in testacoda senza danni, l’impatto contro il guard-rail fu fatale a Bellof, la cui Porsche si ripegò su se stessa come una crêpe suzette.

Si spegneva così la vita folgorante di un grandissimo talento del volante, destinato sicuramente a ridare grandi soddisfazioni ai tifosi tedeschi, ancor prima dell’avvento di Michael Schumacher sui campi di gara della F1. Bellof, che aveva disputato 20 GP cogliendo come miglior risultato un 4° posto al GP degli USA Est 1985, era tra i giovani che più avevano convinto in una generazione che aveva, tra gli altri, visto sbarcare in F1 Ayrton Senna. Come l’asso brasiliano, si era messo in particolare evidenza al GP di Monaco 1984, disputato sotto una pioggia torrenziale.

Quel 1 settembre 1985 a Spa se n’è andato un grande.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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10 risposte a 25 anni fa : Stefan Bellof

  1. robi ha detto:

    Avrei voluto scrivere di Vettel certo, ma poi ho visto questo articolo e con sorpresa mi sono accorto che non ero il solo a pensare a quella via di fuga, a quanto sia diversa oggi a quando anno scorso una Durango ci si è infilata dritto per dritto, senza problemi. Io Stefan Bellof lo odiavo, sia perchè i tedeschi in quegli anni non combinavano niente nelle corse che valevano, sia perchè nei mitici anni 80 in cui i piloti italiani e gli sponsor italiani spopolavano, un tedesco su auto tedesca, Bellof su Maurer, si permise di vincere due gare consecutive di F2 (quella vera) a scapito dei tanti italiani che scalpitavano per salire nell’Olimpo della F1. Poi lo iniziai a vedere in F1, gare sempre incisive e sempre in crescita, tutto il contrario di Winckelock (padre) che ogni volta che andava (e andava forte) sbatteva inesorabilmente, ma allora la Germania dei motori offriva poco. Come ben sai Manfred Winckelock condivise lo stesso destino con più o meno la stessa macchina, brutta cosa. Mi ricordo bene che ai tempi si dava la colpa a Ickx, ma forse era solo perchè nessuno di noi gli perdonava certe scelte, era antipatico. Stefan Bellof mi fece capire che non serviva essere italiani per essere mitici, ma basta avere coraggio e la pazzia di fare quello che gli altri non fanno, osare oltre il limite. Forse chiudere con quel tipo di macchine, le silhouette così come i Gr. B nei rally è stato salutare per la vita di molti, ma le emozioni dell’Imsa e dei gruppo C, chissà perchè quando vedo Le Mans classica e quello sfilare di Jaguar, Porsche, Lancia, etc. mi da sempre i brividi.
    Scusa per lo spazio usurpato, ma nel mio cuore è lo stesso che occupa Bellof.

  2. Filippo ha detto:

    Per me, che in pratica non l’ho visto correre dal vivo ma mi sono poi sbattuto per vederne quanto più possibile “postumo”, Bellof è sempre stato un enigma.
    Prima di tutto l’incidente in cui se ne è andato: Tu Paolo scrivi “tentando di sorpassare Ickx”, ma il comportamento di Stefan è incomprensibile. Prima sembra lasciare passare l’avversario sulla discesa senza opporre alcuna resistenza, tanto che Jacky una volta passato può addirittura lasciar scorrere la vettura verso il cordolo interno. Poi, in ingresso all’Eau Rouge, improvvisamente è di nuovo all’interno della traiettoria della 962 Rothmans, tanto da arrivare al contatto. Francamente credo che Ickx possa essere sollevato da qualunque colpa, ma perché un pilota del calibro di Bellof abbia guidato in quel modo mi è sempre rimasto oscuro. Certo, non poteva pagare un eventuale errore più caro di così.

    Anche sul GP di Monaco del 1984, che molti vedono come la sua consacrazione, ho molti dubbi. Tanti dicono che in quella gara lui stava recuperando ancora più velocemente di Senna e che senza l’interruzione avrebbe vinto il GP, eppure secondo me ci sono due particolari che non vanno sottovalutati. Il primo è che Bellof era l’unico a guidare una vettura aspirata, e che con quel diluvio e su una pista come Monaco avere la regolarità di erogazione di un aspirato invece dei calci di un turbo è un bel vantaggio.
    La seconda, e ben più importante, è che nel 1984 Bellof guidava la Tyrrell “dei piombini”. Non è dimostrato ma è facilmente pensabile che anche in quella gara Bellof fosse ben più leggero della concorrenza grazie all’escamotage di Tyrrell, e anche questo è un gran vantaggio.

    Con questo non voglio levare nulla al talento di Bellof. Che ne avesse è certo, e ne aveva a badilate. Solo che l’ho sentito spesso paragonato a Senna, e secondo me purtroppo non abbiamo abbastanza dati per sostenere una cosa del genere. Purtroppo Stefan non avuto il tempo di dimostrarlo…

    • Paolo Bombara ha detto:

      In effetti il sospetto sui ‘piombini’ lo abbiamo avuto tutti, Filippo. Ma, appunto, non è dimostrabile. In ogni caso, il vantaggio di peso è meno sensibile su una pista molto bagnata, anzi a volte pesar di meno può persino essere uno… svantaggio (in termini di motricità). Di certo, comunque, Bellof aveva talento a palate, ma non mi sogno di compararlo a Senna, cui non comparo nessuno. Era però uno dei giovani talenti di più grande spicco con, a mio avviso, una sfortuna: proprio quella d’esser arrivato in F1 assieme a Senna, altrimenti si sarebbe fatto notare ancor di più. Nelle gare Sport era, comunque, un razzo a quattro ruote. Per quanto concerne il sorpasso che Stefan ha subito da Ickx e che ha portato al suo tentativo di risuperare il belga… chiaramente mancano dati inconfutabili (la telemetria era allora ancora nei cassetti dei suoi inventori) ma bisogna ricordare che erano vetture a cambio manuale e quindi un eventuale errore di selezione della marcia in uscita dalla Source poteva pregiudicarne l’uscita. La mia è solo una supposizione. In ogni caso concordo sul fatto che Jacky Ickx vada totalmente scagionato. In quel punto non si supera, ma Bellof non era certo il tipo da star facilmente dietro. Il fatto è che oggi un errore d’irruenza di quel tipo spesso si paga con un testacoda in ampie vie di fuga, allora costava spesso la vita. Per questo mi fa rabbia quando leggo qui e la “…che una volta era meglio!” e quando constato che certi anziani piloti sostengono simili assurdità. Proviamo a chiedere alla famiglia Bellof se non preferirebbero che loro figlio corresse nell’automobilismo moderno. Certo, il coraggio si misura alla portata del rischio incorso, ma non il talento e la vita umana non ha prezzo. Altrimenti, per ragioni di spettacolo, non ci resta che riaprire il Colosseo ai giochi dei gladiatori. Il ragionamento (ottuso) è lo stesso.
      Tu che di piloti ne frequenti quotidianamente per ragioni professionali, che ne pensi caro Filippo?

      • Filippo ha detto:

        Penso che questi ragazzi (almeno quelli che frequento io, dalla GP2 in giù) sembrano digerire tutto con una certa indifferenza però dopo aver fatto una stagione sui circuiti anonimi di stampo Tilke quando arrivano a Spa gli cambia la vita: dopo i primi giri tornano ai box con gli occhi che luccicano e un sorriso a 32 denti.

        Insomma come sempre ci vorrebbe la giusta misura, e Spa da questo punto di vista sembra averla trovata. Vie di fuga dimensionate correttamente senza stravolgere un layout che resta uno dei più affascinanti e difficili da domare.

        Per questo non sopporto chi uccide circuiti mitici per ragioni di sicurezza, così come non tollero chi con furore religioso dice che una volta, quando si rischiava di rimanere intrappolati nel fuoco era meglio (Merzario è uno di questi, tanto per fare un nome).

        Insomma a fronte dell’elevatissima sicurezza passiva delle monoposto di oggi, è lecito stravolgere circuiti che un tempo regalavano emozioni a non finire e trasformarli in piste anonime? Secondo me no, anche perché pretendere di eliminare qualunque fattore di rischio da questo sport è follia pura.

        Per essere più chiari che bisogno c’era di deturpare la Prima Variante di Monza in quel modo? Qualcuno si ricorda di quando il disegno era filante e le vetture tagliavano sui cordoli saltando?
        E quello che è stato fatto a Lesmo era davvero l’unica possibilità per migliorare la sicurezza? E le vie di fuga in asfalto che ovunque permettono di tagliare chicanes o uscire di pista senza danni e perdite di tempo sono davvero l’unica via possibile?

        Insomma, io dico sì all’incremento della sicurezza passiva, dove secondo me un lavoro enorme va ora fatto anche nelle categorie propedeutiche per portarle al passo con la massima Formula, ma le piste, per favore non uccidetele. Lasciate vivere Spa, Silverstone, Suzuka, perché per costruire la sua leggenda la F.1 ha bisogno anche di un briciolo di rischio…

        Che Stefan sulle Gruppo C fosse una saetta non c’è dubbio, tanto che il record del vecchio “Ring” è ancora suo.

      • Paolo Bombara ha detto:

        d’accordo su tutta la linea

  3. Cristiano ha detto:

    Scusate ma la vettura sorpassata da Ickx a inizio filmato non è la Posche di Bellof….
    in questo video si vede meglio che la vettura è quella di un doppiato… all’epoca si disse che l’equivoco poteva essere nato dalle bandiere blu sventolate dal commissario sulla destra, che si intraveda dal cameracar di Ickx qualche istante prima dell’impatto.
    In ogni caso 25 anni fa l’automobilismo perse un grande pilota, a me piaceva tantissimo e resto convinto che se non fosse successo nulla il primo tedesco iridato non sarebbe stato Schumacher.
    Per quanto riguarda Montecarlo condivido le osservazioni di Paolo sul peso delle vetture, ritengo però che in ogni caso avere una macchina meno potente non sia mai un vantaggio, non è che a Spa sotto l’acqua andasse più veloce la Virgin della Red Bull…

    • Cristiano ha detto:

      scusate avedo dimenticato il link al video che ho citato

    • Paolo Bombara ha detto:

      grazier per l’ottimo contributo. Ben visto. Questo elimina il dubbio su un eventuale errore di Bellof, che -sono d’accordo- meritava d’essere il primo campione del mondo tedesco. All’epoca, lavoravo per Gran prix International ed avevamo una versione dedicata alle Sport e ricordo che il mio collega francese Didier Braillon aveva proprio scritto un pezzo in tal senso, prima ancora che Bellof approdasse alla Tyrrell.

  4. Filippo ha detto:

    Effettivamente dal video che ha postato Cristiano è chiaro che all’uscita della Source Bellof era già dietro e che quello è un doppiato.
    Quindi Stefan ha provato a passare all’Eau Rouge, o comunque ad entrare affiancato. Palle di acciaio come suo uso, peccato sia finita così.
    Francamente nell’interpretazione della cosa sono stato fuorviato anche da un vecchio articolo di Autosprint che ricostruiva la dinamica in quel modo, rivelatosi ora sbagliato.

    Su Monaco è vero quanto dice Paolo, che in trazione meno peso può essere uno svantaggio sul bagnato, ma è altrettanto vero che meno massa da fermare è sempre un vantaggio in frenata, e ancora di più sull’acqua.

    Riguardo il motore Cristiano, non è solo una questione di potenza ma di erogazione. E su quel tipo di bagnato un motore dall’erogazione “regolare” come un aspirato era sicuramente un vantaggio rispetto alla furia di un motore turbo.
    Eh poi su, Spa non è Monaco…

  5. Cristiano ha detto:

    Tra l’altro Stefan non aveva proprio un bel rapporto con l’Eau Rouge, già in Formula 2 con la Maurer, nel 1982 se non sbaglio, ebbe un incidente molto spettacolare senza consueguenze fisiche….

    foto

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