Arriva Austin, cocktail di curve eccellenti



La grande sfida, secondo Michel Vaillant... ed il grande Jean Graton

Mi ricordo, da ragazzino, aver letto in uno dei primi album delle avventure di Michel Vaillant, di una fantomatica sfida incrociata tra squadre e piloti europei, contro gli americani ed i russi. Erano altri tempi, quelli della Guerra Fredda ed in cui la comunicazione era cosa ben diversa da oggi… altro che internet!

Mi ricordo anche di come, al momento cruciale della storia, i piloti russi che tutti si aspettavano impreparati sorpresero tutti e svelarono d’essersi allenati in segreto in un circuito costruito nella steppa che riproduceva tutte le più famose curve degli impianti tradizionali di grande prestigio internazionale: Monza, Le Mans, Monaco, Indianapolis, Nürburgring, eccetera.

Forse anche Hermann Tilkke e Tavo Hellmud, ovvero l’architetto della F1 moderna ed il promotore del nuovo impianto di Austin (Texas) che dal 2012 dovrebbe -e per dieci anni- ospitare il GP degli USA, leggevano le avventure dell’eroe dei fumetti creato dall’autore di fumetti belga Jean Graton.

Fatto sta che, presentando il nuovo tracciato di Austin, che sarà lungo 5,5 km e si snoderà su un percorso annoverante 20 curve, che nulla ha minimamente in comune con quanto visto finora nelle solite sballate ‘proiezioni’, Hellmud ha svelato come il disegno del nuovo impianto tragga forte ispirazione, curva per curva, da altre curve rese celebri su altri impianti. Mi ricorda tanto quei grandi complessi alberghieri, creati ad arte a Las Vegas, dove per invogliare i polli, cioé i clienti a soggiornare più a lungo e svuotarsi le tasche nei casinò locali, hanno replicato magari in scala, il Colosseo, i canali di Venezia, la Torre Eiffel (e perché no quella di Pisa od il BigBen londinese?) e la piramide di Cheope, la Sfinge e quant’altro…

Un cocktail, un patchwork, un ibrido, una copia cinese se volete, ma a quanto pare funziona.

Ecco il disegno in 3D del futuro circuito di Austin, in texas, sede del GP degli USA di F1 dal 2012

In effetti, come spiega lo stesso Hellmud, il tratto dalla curva 3 alla curva 6 sono direttamente ispirati (copiati?) dal complesso di Maggotts-becketts di Silverstone.

Dalla curva 12 alla 15 si ha l’impressione di essere ad Hockenheim, nel celebre Stadium, mentre affrontando il tratto dalla 16 alla 18 vien da parlare turco e pensare alla famosa curva 8 dell’Istanbulpark.

Nonostante tante ‘copie’ Austin avrà anche la sua peculiarità, che dovrebbe caratterizzarlo in giro per il mondo: la curva 1, sicuramente molto impegnativa e tecnica. Chissà che, poi, qualcun’altro non gliela copi?

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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