Altro che tetto dei GP, Ecclestone teme di dover cancellare il GP d’India

Bernie Ecclestone è figlio di pescatori e per questo, forse, sa sempre come far abboccare tutti all’amo con l’arte di distogliere l’attenzione dal problema principale.

Ammetto che mi fa sorridere che, esprimendosi sulle colonne del Times of India, Bernie Ecclestone sia riuscito a metter l’accento sul fatto che a suo avviso la F1 avrebbe, coi 20 GP già in programma l’anno venturo, raggiunto il tetto massimo di gare a suo avviso organizzabili in una stagione, ben sapendo che l’anno venturo è previsto l’ingresso del GP d’India e che dal 2012 bisognerà far spazio a quello degli USA. Ovvio che vien da chiedersi: allora chi cederà il posto? Ed è altrettanto scontato che, a mio parere, questo genere di considerazioni rischia di gettar benzina sul fuoco delle polemichge tra Monza e Roma. A parte il fatto che su questo genere di polemiche e paure, Ecclestone ci campa da anni, perché tendenzialmente chi teme d’esser scartato tende ad aumentare la posta, a mio avviso il reale problema è ben altro. Ecclestone lo sa benissimo e se ha parlato al Times of India non è probabilmente a caso.

Ecclestone parla di tetto di GP, ma in realtà il suo è un outout al governo indiano: o la situazione a Noida cambia radicalmente rispetto alla crisi attuale pre-Giochi del Commonwealth, od il GP del 2011 potrebbe 'saltare'.

Il fatto è che il GP d’India, in programma l’anno venturo è più che… improbabile o, come minimo a rischio, se certe cose non cambiano radicalmente. Ecclestone ha sicuramente voluto inviare, a modo suo, ed estremamente trasversale, un messaggio a chi di dovere ed ha scelto una tribuna in grado di raggiungere con certezza gli interessati. Il GP d’India dovrebbe, infatti, svolgersi nell’area di Noida, vicino a New Dehli. La stessa dove, tra meno di un mese dovrebbe svolgersi la XIX edizione dei Giochi del Commonwealth (una sorta di mini-olimpiade per i paesi dell’ex-Impero britannico). Giochi che sono immersi in un mare di polemiche per i gravissimi ritardi nella realizzazione delle infrastrutture per le realizzazioni approssimative (è pure appena crollato un ponte) e per una scandalosa situazione igenica nel villaggio olimpico, giudicato da molti osservatori indegno d’ospitare atleti e delegazioni. Insomma un vero e proprio caos che non può non preoccupare Mister E, che già quest’anno avrà il suo daffare con qualche ‘approssimazione’ nella preparazione del primo GP della Corea del Sud. Se un GP un po’ “da accampati” come ha ironizzato lo stesso Ecclestone, può passare una volta, difficilmente il mondo della F1 ne accetterà un altro a dodici mesi di distanza. Ecclestone, quindi, osserva sicuramente con curiosità e qualche timore quello che accade a Noida oggi. Gli organizzatori e le autorità indiane dovranno mostrare nelle prossime settimane di aver recepito il messaggio e reagito, altrimenti non sarei stupito se il GP venisse provvisoriamente cancellato dal calendario 2011.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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