Kovalainen, saggia decisione

Il fatto incredibile è che, ora, Heikki debba quasi giustificarsi per la sua scelta. A parer mio non ci sono invece discussioni possibili: Kovalainen ha fatto benissimo ed andrebbe anzi applaudito per la sua scelta di non rientrare ai box con la sua Lotus in fiamme nelle ultime battute del GP di Singapore, preferendo saggiamente accostare il muretto dei box, dal lato pista, fermandosi vicino alla postazione Williams, da dove gli hanno potuto passare un estintore con cui il finlandese ha spento l’incendio che già stava divampando sulla sua monoposto.

Entrare in zona box, dove c’è molto personale, VIP, fotografi e magari già troppa agitazione per i festeggiamenti di fine gara e dove, soprattutto, pur non essendoci più le pompe di rifornimento c’è comunque stoccato carburante, lubrificanti e prodotti chimici vari altamente infiammabili (ad esempio gli stessi pneumatici) poteva essere decisamente più pericoloso. Oltretutto il finlandese si è anche fermato in una zona decisamente lontana sia dalla normale traiettoria, sia dal pubblico poiché la tribuna sta dall’altro lato della pista.

Merita quindi un encomio per la freddezza con cui ha reagito, quando l’importanza delle fiamme non era ancora neppure così evidente.

Piuttosto bisogna segnalare che se l’organizzazione del GP di Singapore è per molti versi esemplare e se il servizio dei commissari di pista (che ricorre anche a molto personale esperto del GP d’Australia) è molto competente, ci sono alcune lacune intrinseche nel tracciato che meriterebbero d’esser riviste. Rispetto al GP di Monaco, che è quello di riferimento per i tracciati cittadini, mancano infatti postazioni di commissari facilmente identificabili e con possibili aree di ‘sosta’ per situazioni di questo tipo o semplicemente per togliere dalla pista una vettura ferma. Oggi invece il minimo ritiro lungo il percorso diventa un ostacolo. Col risultato che è bastato che una vettura si fermasse (Liuzzi) o che due si scontrassero urtando le barriere (Kobayashi e Senna) per obbligare la direzione gara a far entrare in azione la Safety Car.  In tali casi, a Monaco i problemi sarebbero stati risolti subito e senza render necessaria la minima neutralizzazione della gara. Anche perché a Monaco sono dotati di molte gru per sollevare le monoposto incidentate o ritirate e levarle quindi illico presto dai punti critici. Anche qualche gru farebbe proprio comodo a Singapore lungo il circuito di Marina Bay.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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3 risposte a Kovalainen, saggia decisione

  1. gc.it ha detto:

    Diciamo la verità… Kovalainen l’ha fatto perché voleva usare l’estintore, il sogno di una vita, come i bambini

  2. sKaI ha detto:

    sinceramente, la penso il contrario…

    1) fermarsi lungo la pista, in rettilineo, dove non ci sono vie di fuga, in un circuito cittadino, dove le auto sfrecciano a quasi 300km/h, ed inondare tutto di fumo ed olio è stata una cosa molto molto pericolosa… se la nube di fumo avesse invaso la carreggiata, una macchina avesse frenato attraversandola, chi veniva da dietro non si sarebbe potuto accorgere di nulla con grande rischio…

    2) nei box a parte vip e tutto il resto, sono attrezzattissimi contro le fiamme, estintori ecc, non è perchè non ci sono più i rifornimenti non hanno i mezzi… anzi, bastava fermarsi all’ingresso della pitlane, ed in pochi secondi sarbbero potuti arrivare gli adetti del circuito… non a caso, sono stati costretti a passargli un estintore tra la rete perdendo molto tempo….

    • Paolo Bombara ha detto:

      La pista in quel punto è molto larga. Mi pare difficile che una nube di fumo possa essere così spessa da invaderla completamente ed ancor più difficile che ad un pilota di F1, attraversandola, venga l’idea di frenare. Comunque tutto è possibile e non pretendo d’aver ragione al riguardo. Al posto di Kovalainen, comunque, avrei agito allo stesso modo, cioé lo avrei fatto se avessi avuto la sua stessa freddezza di ragionamento.
      Resto dell’idea che entrare in corsia box fosse altamente pericoloso, soprattutto nelle ultime battute di gara quando la corsia box diviene un crocivia di addetti ai lavori nel quale regna spesso una certa confusione.
      Il fuoco è sempre meglio tenerlo lontano dalle persone e dalle strutture edili (sopra i box c’è il Paddock Club, la sala stampa, il ristorante… una marea di gente). Personalmente, se mi proprio mi deve andar a fuoco l’automobile, preferisco che sia parcheggiata in cortile vicino al muro di cinta, piuttosto che a ridosso del garage, pieno di prodotti infiammabili, al piano terra della casa. Anche se nei box ci sono estintori e, qui e là, qualche pompiere e se in passato abbiamo visto domare prontamente incendi anche più violenti (basti pensare a quello della Benetton di Verstappen ad Hockenheim, nel 1994) di quello della Lotus di Kovalainen a Singapore.

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