Tensione alla Red Bull Racing…

La Ferrari ed Alonso, dopo aver appena conquistato la testa del mondiale, possono contare su un alleato in più, un alleato per nulla casuale e tutt’altro che disatteso: una certa tensione in casa dei rivali della Red Bull Racing alla vigilia del GP del Brasile.

Ad evidenziarla sono le parole di Mark Webber che, dopo il catastrofico (sul piano del risultato finale) GP della Corea si sarebbe aspettato, come qualsiasi uomo di buon senso, che la squadra di Milton Keynes facesse chiare scelte decidendo di puntare decisamente sulle sue possibilità di vincere il titolo Piloti, invece che continuare a voler dare carta bianca anche a Vettel, pupillo della proprietà della scuderia. Ed invece, per ora ed a parole (è sempre meglio aspettare i fatti per giudicare ed è anche per questo che Webber parla: per mettere una certa pressione interna) la RBR sostiene di voler proseguire con questa politica paritetica e potenzialmente ‘suicida’ tra i suoi due piloti,

Webber ha lasciato chiaramente intendere che Vettel sarebbe il favorito della sua squadra.

L’australiano ha ammesso d’aver ricevuto quest’anno assolutamente lo stesso 8ottimo) trattamento di Vettel da parte della RBR, che gli ha sempre messo a disposizione una monoposto estremamente competitiva, ma sul piano emotivo e di passione… Webber ritiene che il suo compagno di squadra goda dei principali favori da parte della squadra. “E’ ovvio, no? –ha detto Webber-  ovviamente quando in una struttura c’è un nuovo arrivato, più giovane, è li che si trasferisce il lato emotivo. Le cose vanno così, ma mi sta bene perché ho ottime opportunità ed un’ottima macchina, con cui ho fatto belle cose quest’anno. Anch’io ho i miei favoriti ed ho gente con cui mi piace più particolarmente stare insieme. La vita è fatta così, è nella natura umana”. Quando gli è stato chiesto più specificatamente se non imporre precisi ordini di squadra non potrebbe, a questo punto, far rischiare alla RBR di perdere il mondiale, Webber non si è però lasciato sfuggire l’occasione per piantare la sua staffilata. Con diplomazia… “Sono un pilota e penso che ovviamente si aumentano certi rischi se lottiamo l’un contro l’altro. Potenzialmente potremmo nuocerci l’un l’altro. Se si continua così sino alla fine corriamo chiaramente il rischio di non conquistare certi campionati. Ma non si tratta di certo di una scelta di mia competenza e penso che sarà molto importante il modo in cui affronteremo la cosa. Bisognerebbe chiedere a chi gestisce la squadra. C’è molta ottima gente in questa squadra e non ci sono dubbi che vorremmo vincere qualche titolo quest’anno. Per varie ragioni, Sebastian non è mai stato in testa alla classifica mondiale quest’anno, mentre io si. Qualsiasi cosa sia successa nelle precedenti gare, ora ne restano due da disputare. La lavagna del punteggio dice questo. Solo lunedì dopo la gara di Abu Dhabi sapremo se il modo in cui abbiamo gestito la situazione è stato il più efficace e quello giusto per provare a vincere il titolo mondiale”.

Messaggio molto chiaro a chi di dovere: attenzione a non ritrovarsi con un pugno di mosche in mano solo per proteggere fino in fondo Vettel, ormai troppo distaccato in classifica, anche se non è certo colpa del tedesco se ha dovuto ritirarsi dal GP della Corea del Sud rinunciando ad una vittoria che avrebbe cambiato tutto per le sorti del mondiale. Ora, resta de vedere alla prova dei fatti (in gara) se e come tale messaggio è stato percepito. A mio pare, la sola strategia di squadra “equa” che la RBR potrà adottare in Brasile sarà quella di provare a conquistare una doppietta sperando che Fernando Alonso non si classifichi terzo, cosa che consentirebbe al ferrarista di restare al comando a quota 246 punti alla vigilia dell’ultimo GP, mentre i due della Red Bull Racing possono in tal caso raggiungere rispettivamente quota 245 e 224 oppure 238 e 231 per Webber e Vettel, a secondo dell’ordine d’arrivo del GP del Brasile in caso di una loro doppietta. Insomma, al di là delle parole, la strategia verrà decisa in gara in funzione della situazione loro e dei rivali. Alonso eventualmente ritirato potrebbe spianare la strada ai giochi aperti in casa Red Bull Racing, mentre un Alonso saldamente terzo potrebbe costringerebbe Horner a prendere decisioni che finora ha sfuggito.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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3 risposte a Tensione alla Red Bull Racing…

  1. Giorgio Caroli ha detto:

    Oggi sono “in vena” di elucubrazioni. Ho appena “esternato” su Schumacher.

    Ammiro le analisi del Sig. (o Dott.) Bombara , assolutamente corrette, a cui rispondo però con una considerazione da “vecchio” tifoso della Rossa.
    Perchè odio il calcio? Oltre allo schifo che ci gira intorno, non lo considero un vero sport, in quanto non raramente vince la squadra che non lo merita. Spesso vince in fatti chi conduce una partita stentata, carica di errori, fallosa, ma che riesce fortunosamente a segnare su un unica sbavatura dell’altra quadra che se mai ha giocato un calcio ad altissimo livello ma senza fare gol.
    Bene, sono e sarò sempre contento quando la Ferrari vince , e sono perfettamente conscio che un Mondiale è fatto non solo di tempi sul giro e duelli Arnoux-Villeneuve, ma si vuole paragonare il titolo di Raikkonen con quelli vinti nel periodo in cui Mosley vaneggiava una “zavorra” per la Ferrari che ammazzava lo spettacolo??!!!
    Con stima
    Giorgio Caroli
    l’entusiasmo, l’orgoglio, il divertimento, l’interesse ed il fascino che provavo nel periodo

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