Ad Alonso potrebbe bastare giocar di sponda…

La Red Bull mette le ali… la sua squadra non può, quindi, tarparle ai suoi piloti. Questa è stata, finora, la politica adottata da Christian Horner nella gestione del mondiale e degli ordini d’arrivo tra Vettel e Webber. Così è stato anche oggi in Brasile, ma questa politica potrebbe non esser più rispettata e rispettabile tra una settimana, ad Abu Dhabi.

A dirlo non sono io, è la matematica. Perché scegliendo di lasciar vincere, oggi, Vettel, la Red Bull si è incasinata la vita da sola, visto che, com’era sostanzialmente prevedibile, in risposta alla loro doppietta è arrivato il terzo posto della macchina più competitiva dopo la RB6, ovvero la F10 di casa Ferrari, colto col pilota ormai di punta di Maranello : Fernando Alonso.

Risultato sul fronte punteggio : Alonso è sempre al comando a quota 246 punti, con Webber secondo a quota 238 e Vettel terzo a quota 231.

Visto che non c’è motivo di pensare che le realtà tecniche in campo possano esser stravolte tra pochi giorni nella fresca sera araba… le strategie di casa Red Bull rischiano d’esser dettate proprio da Fernando Alonso, anche nel caso che la RB6 dovesse nuovamente dominare la scena. Perché se si dovesse profilare un’altra doppietta RBR, con un Alonso in terza posizione… lo spagnolo s’installerebbe a quota 261 punti nel mondiale, risultando comunque vada fuori portata per Vettel, che anche vincendo ad Abu Dhabi non può ormai andar oltre quota 256 punti. Per battere un Alonso terzo, la Red Bull Racing può contare solo su un’eventuale vittoria di Mark Webber, che andrebbe così a quota 263, mentre un secondo posto porterebbe anche l’australiano a quota 256. Già nel 2007, la McLaren riuscì a consegnare il titolo iridato all’allora ferrarista Kimi Raikkonen, che vinse a quota 110 punti per una sola lunghezza davanti ai due piloti della McLaren (allora Hamilton ed Alonso) che chiusero la stagione pari merito (109 punti) e parimenti beffati.

Escludendo che Christian Horner voglia ripetere tale exploit e conquistare una nuova doppietta ma trovarsi con Webber e Vettel appaiati a quota 256 punti, intenti a guardare Alonso a quota 261, la scelta è presto fatta : bisognerà, nel caso, puntare su Webber e sacrificare comunque Vettel. Valeva allora la pena di rischiare oggi? Non credo, anche perché, oltre al rischio che la competizione interna degeneri, soprattutto nelle prime fasi di gara, la Red Bull Racing si è posta nella terrificante condizione di aver assolutamente bisogno di Vettel e di una doppietta per spalleggiare la caccia al titolo di Webber, visto che i 18 punti di un eventuale secondo posto consentirebbero oramai ad Alonso di issarsi a quota 264 punti ed essere comunque irraggiungibile dai piloti della RBR. Se questo non è un mezzo ‘suicidio’…

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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