Rieccoci e riecco la Lotus

Innanzitutto, mi scuso con tutti per la lunga interruzione… Ma questo blog è e dev’essere un passatempo mentre l’attività professionale mi ha concesso ultimamente ben poca libertà di movimento e di scrittura. E poi la pausa di riflessione è servita anche a diradare la grande delusione di tutti i ferraristi dopo la conslusione del mondiale 2010. Un mondiale che, riassumo in una battuta concetti che meriterebbero più lunga riflessione, è stato alla fine vinto da chi più lo meritava: la Red Bull Racing e Sebastian Vettel. Peccato per Mark Webber, che ha avuto l’occasione della vita e che ha anche corso le ultime gare con una spalla fratturata, dopo un altro incidente in bicicletta che questa volta ha nascosto pure alla sua squadra. Come insegna James Bond, non bisogna però mai dire mai e chissà che il 2011 non regali un’altra opportunità al simpatico australiano che, sono convinto, disputerà la sua ultima stagione in F1?

Anche oggi, in fatto di tempo che posso dedicare a questo blog non c’è, purtroppo, molta trippa per gatti. Ma non riesco a resistere al farvi partecipi dell’annuncio ufficiale, appena pubblicato, del nuovo partenariato tra Lotus Cars e Renault, avvenuto grazie alla cessione da parte della Renault alla Genii Capital delle rimanenti quote (25%) che la casa francese deteneva della sua squadra F1. La Genii ha, poi, potuto cedere a sua volta gran parte  delle quote azionarie al Gruppo Lotus Cars (facente capo al costruttore malese Proton) che diviene così l’azionista di maggioranza della ribattezzata squadra Lotus Renault GP. Come tempo fa preannunciato, la neonata squadra ha adottato una livrea nero-oro (come si vede già dal logo qui sopra) che ricorda l’epoca fasta della fine anni settanta, quando ancora sotto la gestione del mitico Colin Chapman, la Lotus correva e vinceva sfoggiando i colori di una celebre marca di sigarette.

La stessa marca, del resto, è legata a questa nuova livrea, che la Lotus non ha scelto solo per far scena creando un’atmosfera da “revival”, bensì in seguito ad un preciso piano di comunicazione che prevede una sorta di sponsorizzazione con immagine subluminale. Tradotto: molti telespettatori vedranno in quei colori quel marchio di sigarette che in realtà non appare…

Sul fronte piloti, è confermato Robert Kubica, mentre per il secondo ruolo non è detto al 100% che venga confermato Vitaly Petrov (che potrebbe anche ritrovarsi alla Virgin) e non è esclusa una sorpresa dell’ultimo istante. Magari quel Nico Hulkenberg che tutti danno alla Force India al posto del nostro Liuzzi?

Vedremo, intanto la Lotus sta preparando anche un’altra sorpresa.

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Informazioni su Paolo Bombara

Il mio primo GP? Nel 1982. Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate. Una vita in F1 !
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7 risposte a Rieccoci e riecco la Lotus

  1. Luca Ferrari ha detto:

    Ciao Paolo, bentornato! Ora spetta ai tribunali decidere tra Lotus Cars e Fernandes chi utilizzerà il nome Lotus in F1. Peccato questa diatriba sull’utilizzo del nome.

  2. robi ha detto:

    Sono contento che il tuo blog non sia finito e capisco bene che sia faticoso portarlo avanti nonostante gli impegni. Volevo però dire che tra le tante immagini di Senna e Mansell sulle mitiche Lotus JPS, avrei tanto voluto vedere Elio De Angelis con il suo spettacolare casco Simpson da guerre stellari, magari mentre vinceva in volata il Gp; mi pare d’Austria su Rosberg. Per me era e rimane la persona ed il pilota migliore che l’Italia abbia mai espresso.

    • Paolo Bombara ha detto:

      Il migliore… è come sempre difficile dirlo. L’Italia ha ed ha avuto fior di piloti tra cui Campioni del mondo e piloti che hanno dato comunque tantissimo al lustro del nostro paese, penso ad esempio (ma è solo un esempio non esaustivo) a gente come Patrese od il tanto rimpiano Michele Alboreto. Anche l’ancora gareggiante Jarno Trulli avrebbe sicuramente meritato di più. Migliore o meno, Elio de Angelis è sicuramente stato un grandissimo anche se non ha potuto cogliere tutti quei risultati concreti che avrebbe meritato. Era anche una persona squisita, di rara classe ed educazione che, purtroppo, ho avuto modo di frequentare troppo poco. L’ultimo ricordo che ho di lui è un flash della mia memoria, nell’esigua corsia box di Montecarlo, pochi giorni prima del suo tragico incidente al volante della sua innovativa, ma non troppo competitiva Brabham, al Paul Ricard. A quei tempi la pista francese veniva citata come modello di sicurezza, e forse anche per quello ci fu un certo lassismo nella presenza di mezzi di soccorso. Una nota stonata che ci ha purtroppo portato via il grande Elio che le note era solito intonarle molto bene al piano, che si dilettava a suonare con piglio da professionista. La vita è più o meno breve per tutti, ma i grandi come Elio restano e resteranno imperituri.

  3. Luca Ferrari ha detto:

    Eh si il grande Michele, l’iride l’aveva accarezzato nel 1985…..è un rimpianto. E poi Jarno è vero meritava molto di più . E’ sempre stato velocissimo sul giro secco il piede non gli manca, peccato che come sempre i nostri siano considerati poco dal grande circo. Elio de Angelis che dire me lo ricordo a Imola quando andavo a vedere il Gp con mio padre, peccato come diceva giustamente Paolo avrebbe raccolto ancora tanto, ma il destino è stato crudele.

  4. robi ha detto:

    Visto che siamo in argomento: chi tra i nostri ha avuto di meno rispetto a quel che meritava? Facciamo dagli ’80 ad oggi, tra F1, 3000 e prototipi, insomma le maggiori categorie. Per me Stefano Modena. L’ho visto dai kart alla Jordan-Yamaha, l’ultimo anno di corse. Mi farebbe piacere sapere i vostri pareri.

    • Paolo Bombara ha detto:

      Stefano Modena l’ho conosciuto fin dagli anni dei kart e soprattutto degli anni DAP, squadra dove aveva in un certo senso sostituito Ayrton Senna, passato alle auto.
      Fortissimo pilota, avevo puntato su di lui quando passò alle auto, vincendo addirittura una scommessa con un collega francese quando avevo pronosticato che avrebbe vinto il titolo di Campione F3000 al suo primo tentativo. Mi ricordo anche d’aver assistito davanti ad una piccola tv all’interno del motorhome Lotus assieme proprio ad Ayrton Senna ad un GP di Monaco F3 in cui correva Stefano Modena. Ebbene Ayrton fece un tifo matto per l’italiano, che stimava molto. Approdato in F1, mi aspettavo molto di più… anche da lui. Modena, invece, in F1 ha avuto qualche sprazzo di genio, ma non ha brillato quanto mi sarei aspettato. Il perché non è facile dirlo, ma arrivare alla Jordan l’anno dopo il grande exploit e soprattutto ritrovarsi quel motoraccio che era lo Yamaha è stato per il nostro come correre i 100 metri con una palla al piede. Erano anche tempi d’abbondanza di piloti e di valige di dote, cosicché nessuna grande squadra ha realmente capito il potenziale che si nascondeva dietro il carattere un po’ burbero (ma in realtà solo schivo per chi lo conosceva bene) del modenese e nessuno ha investito sul suo talento. Sbagliando. Mentre lui, non avendo doti da metter sul piatto della bilancia, ha forse ammainato bandiera bianca un po’ troppo arrendevolmente. Alla resa dei conti : un peccato.

  5. Luca Ferrari ha detto:

    Stefano Modena è stato molto sottovalutato ricordo il primo meccanico che ebbi sui Kart , un amico di mio padre che possedeva anche lui un’officina di auto riparazioni e suo figlio correva a livello nazionale gli anni in cui correva proprio Modena e ho avuto modo di ascoltare molti ricordi ai tempi sulla loro rivalità e amicizia e sentii anche qualcosa su Senna visto da vicino quando non era ancora Magic… Peccato che il figlio di questo amico è mancato qualche anno fa per un drammatico incidente su uno scooter mentre andava al lavoro..
    Questo lo posso associare al mio ricordo e pensando a Modena, mi viene in mente questa vicenda…

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