Paolo Bombara

Il mio primo GP come giornalista inviato? Nel 1982, sette anni dopo aver vibrato per la prima volta ad un GP (Monaco) vissuto sul posto, come spettatore.

Negli ultimi 19 anni, ho assistito ad oltre 350 GP come inviato speciale per diverse testate : GrandPrix International, Sport Auto, Autosprint, F1-Magazine e negli ultimi nove anni il settimanale Sport Auto Moto. Collaboratore per Quattroruote, Velocità, L’Espresso, GrandPrix Special, Sport’s, Motoring News, Autohebdo, l’Equipe,  Autosport (edizione portoghese) , Speedweek ed atri ancora, tra cui persino FHM (edizione francese) e Playboy (edizione tedesca)… Una vita in F1

Il virus delle corse mi ha contagiato quand’ancora indossavo i calzoncini corti. Più tardi, ho tentato d’imitare i miei eroi d’infanzia cimentandomi nella pratica kartistica. Nacque un amore mai sopito per tale disciplina che mi ha fatto conoscere bene un grande e rimpianto campione: Ayrton da Silva, meglio noto come Senna. Il suo fulgido talento ed il suo enorme carisma sono stati un traino che mi ha spinto a dar corpo all’altra mia passione, che  è sempre stata il giornalismo. Ho avuto la fortuna di poter far confluire queste mie due passioni nel mio mestiere.  Per lustri, ho dovuto accontentarmi di proporre il mio monologo ai lettori, solo attraverso la carta stampata, con tanti  ‘filtri’ e senza la possibilità di un vero dialogo e confronto con chi legge. L’elettronica mi offre oggi la possibilità d’abbattere questa barriera, creando una passerella con chi è altrettanto importante dei piloti o degli ingegneri per il successo di questo sport : gli appassionati.

Sinceramente grazie, a voi

Paolo Bombara

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13 risposte a Paolo Bombara

  1. f3italia ha detto:

    Ti seguiremo di sicuro… 🙂

  2. Piercarlo Onidi ha detto:

    Ti seguiremo anche noi….

  3. Alexgpl ha detto:

    Complimenti per il blog, me lo sto leggendo tutto andando a ritroso con i post.
    Già aggiunto ai bookmarks!

  4. massimo ha detto:

    ciao paolo, complimenti per la passione con cui scrivi di F1. Vorrei chiederti se capisci perché queste persone ce l’hanno tanto con il modo con cui hanno gli italiani di guardare la F1 e magari tifare anche Ferrari (leggi i commenti che scrivono).
    http://altraf1.blogspot.com/2010/08/red-bull-e-ferrari-le-ali-che-piegano.html#comments

    • Paolo Bombara ha detto:

      Il mondo è bello perché è vario ed in democrazia ognuno può pensare, comunicare e credere quel che vuole. Ad ogni modo non vedo nulla di particolarmente intransigente o peggio in questi pareri. Capisco anche che l’argomento ali flessibili ed in generale l’impressione che in F1 ci sia sempre una furbata possibile dietro ogni prestazione (o comunque che si parli troppo di questioni extra-sportive e/o regolamentari) possa infastidire. Resta il fatto che sul fronte ali flessibili esiste una lacuna evidente nel regolamento ed anche una concreta difficoltà oggettiva nel legiferare in merito. Così come non esiste l’inflessibilità totale delle materie non esiste nemmeno un codice regolamentare inflessibile in merito…
      Il problema esiste da sempre e ciclicamente c’è chi scopre un modo per aggirare la normativa di controllo, che è la sola a far fede in materia, andando oltre lo spirito della norma, ma rispettandolo alla lettera. C’è poco da fare se non accettare che sia così e dar fiducia alla FIA affinché trovi nuovi metodi per evitare le furbate del momento. A Spa entrerà in vigore un nuovo sistema di controllo (che propone d’applicare un carico doppio a fronte di un cedimento sotto sforzo egualmente doppio. In teoria potrebbe sembrare che non cambi nulla (è stato fatto così per non mettere in crisi chi non ‘rubava’) in realtà si va a caccia di materiali a memoria di forma con cedimenti non lineari. Questo in teoria. In pratica… si vedrà in Belgio se funzionerà. ma la risposta la daranno solo le fotografie in pistam che diranno se le ali della Red Bull Racing e della Ferrari avranno smesso di piegarsi come fogli di carta al vento, perché alle verifiche tecniche tutte le vetture sospettate saranno qssolutamente conformi, questo lo posso già mettere per scritto. Bisognerà vedere se, per esserlo, avranno dovuto rinunciare a certi effetti collaterali. Sarà comunque meglio per tutti, perché chi dice ali flessibili, dice furbata ma -in certi casi- anche maggiore propensione al cedimento strutturale (soprattutto in caso di contatto fisico) ed andando verso piste come Spa e Monza è sempre meglio, sul piano della sicurezza, tenersi tutte le ali attaccate alla macchina.

  5. Massimo ha detto:

    Caro Paolo, condivido con entusiasmo la tua iniziativa. Spero di trovare sempre spunti interessanti per il mio contributo.

  6. Alexgpl ha detto:

    Una constatazione: la pagina del blog, a causa dei numerosi post (con foto e video), ora è molto pesante da caricare e lenta da scorrere. Questo accade soprattutto con un Mac che mal digerisce i contenuti Flash (purtroppo…). Forse potresti ridurre il numero di post per pagina per migliorare la navigazione?
    Saluti e complimenti ancora!

  7. Luca ha detto:

    Caro Paolo, complimenti ancora per il Blog molto bello e interessante perchè fatto con grande competenza e personalità.
    Vorrei ricordare che domenica 5 settembre saranno 40 anni che è scomparso Jochen Rindt, semplicemente l’amico Jochen per me…..un James Dean delle corse, un grande pilota il cui potenziale è rimasto in parte inespresso nonostante gli ampi lampi di classe mostrati nella sua seppure breve carriera agonistica culminati con il triste mondiale 70 conquistato postumo…
    A tale proposito è singolare una frase pronunciata da Jackie Stewart e ripresa nel documentario su Rindt appena realizzato per questo anniversario.
    Più o meno recita così ” Jim Clark era il migliore, ma Jochen era il più veloce”.
    Grazie ancora per lo spazio dedicato quando parlasti di Ecclestone e Rindt qualche tempo fa.

    Saluti
    Luca Ferrari

  8. floriano ha detto:

    Ciao Bombara
    Seguo sempre più spesso il tuo blog, ricco di insides e di analisi puntuali, complimenti
    Un abbraccio
    Floriano

  9. Sebastiano Cucè ha detto:

    Ciao Paolo,
    complimenti per il Blog! Da oggi leggerò quotidianamente i tuoi post, ma volevo chiederti se è possibile per un confronto contattarti in privato per via Email. Ho 23 anni, sono alla prime armi col giornalismo sportivo, ma non essendo la mia principale attività sono costretto nel breve periodo a dover intraprendere delle scelte decisive per il mio futuro. Se fosse possibile sarai pronto ad ascoltare qualche tuo consiglio preziosissimo. Grazie

  10. Vittorio ha detto:

    Commenti mai banali, osservazioni sempre lucide, approfondimenti seri. Sempre pochi i blog come questo. Putroppo.

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